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Ho voglia di perdermi nei nostri abbracci fatti di intimità e complicità.
Mi accontenterei di così poco, anche se per far ciò dovessi caricarmi il peso di entrambi noi sulle spalle.
Forse sono parole sciocche, ma vorrei ancora farti questo bene, che sento non potrei fare ad alcuna altra. In tutto ciò mi ritrovo tremendamente ricolmo di desiderio, essendo che da quasi 4 mesi non sfioro femminili carni: penso di essermi preso il tempo necessario, di esser stato solo a sufficienza, imparando nuovamente come convivere con questa mia solitudine, da potermi lasciar andare al piacere.
Forse il paradosso è necessario, o forse devo ancora capire.
La gente blatera di guerra solo perché non ce l'ha a casa propria.
Pensieri sparsi.
A volte desideriamo delle cose, che poi ad averle non sono tutto 'sto granché. Non riuscirei mai a fare la sfida dei 100happydays, perché dai, mi avete vista? Io, a trovare ogni giorno qualcosa per cui essere felice? Oh, nella vita mai dire mai. A volte mi mancano cose che, mentre le avevo, mi stavano indifferenti. Avevo in mente qualcos'altro, ma è passato... perché sono le tre e mezza, io sono appena tornata a casa dopo una luuunga giornata, e domani ho di nuovo troppe cose a cui pensare.
Chi si riempie la bocca di una marea di cazzate proprio non lo sopporto!
a volte succede che mi metto a pensare di avere 25 anni e di essere single. e che certe mie ex compagne di classe (quasi tutte) hanno avuto il loro primo figlio a 20/22 anni. io fino all’età di 18 anni dicevo che entro i 23 avrei dovuto fare un figlio… invece. ma sono contenta perché non sono pronta, ne fisicamente e ne mentalmente. capita però, a volte, che io mi chieda se è normale avere 25 anni e non sentirsi pronta per un figlio. perché io comunque di figli ne vorrò avere, un maschio prima di tutto (se si potesse scegliere…). ma chissà se troverò la persona giusta e chissà se mi innamorerò ancora. intanto guardo le foto sul profilo di M. e lui non sa che le guardo, o forse si non lo so, metto mi piace a poche per non sembrare una stalker, e penso che è circondato da amici e amiche (queste ultime da eliminare !) ma comunque poi mi dico che non mi cagherebbe mai, sono troppo ‘grande’ (per non dire vecchia), sono distante, e non sono nemmeno il suo tipo. mi sento triste e sola quando ci penso. che poi ancora non capisco cosa mi piaccia di lui, quello che fa e come lo fa o quello che è e come lo è? sembra così divertente e genuino. credo di non aver mai definito una persona ‘genuina’. non lo so. sono le 7.13 e sto blaterando ma il fatto è che sono emozionata perché oggi vado a ritirare 2 rullini e quando si tratta di fotografia io mi emozioni sempre.
ah si, anche M. fa foto. e davvero notevoli. in digitale però. ma ora basta parlare di lui. smetto. ma fa un sacco di cose belle ed aiuta tanto gli altri ed è così… genuino, appunto. stop.
cartolina del venerdì #12 (blaterare esplosivo)
«Ciao, buonasera», pronuncio mentre mi tolgo uno degli auricolari. «Ciao C., come stai?», chiedono gli interlocutori, nonché padroni di casa, o giù di lì. «Stavo sentendo la radio, un tipo si è barricato in una sede di EquitaGlia». L'espressione educata muta, divenendo una smorfia d'incomprensione. Ripeto.
Capiscono.
«Dovrebbero farli saltare in aria... le bombe!», commentano (sia chiaro: sono opinionisti che non appartengono alla popolosa categoria dell'"armatevi e partite", ma a quella altrettanto numerosa del «armatevi, noi arriviammo dopo a mazzolarvi per benino»). Reagisco, «già, peccato che ci sono le teste di cuoio e gli faranno il culo da un momento all'altro».
La mia immagine fa slittare l'argomento su temi più urgenti («Hai detto ad A. che deve ridarmi il MIO martello?» è la domanda chiave, il fulcro). Affronto il nodo martellante della questione e abbandono il campo. Sulle scale mi tornano in mente alcuni pensieri. Caoticamente. Quando si pedala sotto il sole tossico, la capa soffre. Tra le varie cose mi interrogavo sul come funzioni la statistica, e di come riesca a fotterci la percezione, o a salvarcela. Dipende dai punti di vista.
Certo, poi ci sono i fucili, o le bombe. Meno male che si blatera.
Dicotomia
Anima e corpo diventano sinonimi