L'ingrasso dei giorni di Natale non è stato una buona ragione per non provare un posto molto carino che ancora non conoscevo. Un Cortiletto di nome e di fatto, il ristorantino di Via Borgodora al numero 29 dove ho mangiato ieri si sposa perfettamente con la filosofia del quartiere dove è sommerso. I palazzi bassi, stupendi e pieni di sorprese dell'universo multietnico compreso tra il Sermig ed il Mercato di Porta Palazzo ti permettono di scoprire qua e là nuove pepite torinesi che contribuiscono ad abbattere i muri barotti nella mente borghese pigra al cambiamento. Il posto è bello, la sera le illuminazioni della corte interna dove è incastonato ricordano i bistrot parigini del quartiere latino. Dopo un bel piatto di antipasti caldi assortiti di tradizione piemontese, ho preso degli spaghetti al nero di seppia ed un cappone alle castagne. Il cibo è buono, il conto giusto e l'atmosfera calda e natalizia. Personale giovane e meno giovane ma sempre col sorriso sul viso. Romantico, conviviale, famigliare, non vedo perché precludersi qualsiasi tipo di occasione! Non vedo l'ora di provarlo al caldo con il dehors.