Aurélia Steengroot con la 'ndrappa verde
5.
Non so cosa le risposi a quella ragazza con la ‘ndrappa verde,
seduti sui gradini del ⇢[Rendano a Cosenza]
o ricordo poco o niente di quello che ho detto
o che è stato detto, anche di quello che ho scritto
o è stato scritto, lei non aveva di certo un completo da fatica,
la casacca e i pantaloni grigi,
ricordo però che facemmo questo gioco:
✒ se volessi parlarmi con un tuo linguaggio profondo,
questo cazzo di naso che hai, qual è la parola?
“Sampògnā”;
questi calzoni bianchi che indossi?
“Bballusi jāncusi”;
la camicia verde tesa?
“‘ndrappa”;
solo ‘ndrappa?
“Sulu ‘ndrappa”!
e lo spirito? :
“Tuo?”
No. Lo spirito tuo…
“Cianciarusu”;
e sedere?
“Trunānte”;
e stare qui fino a stasera?
“Fare stàfice fino acc’ambrunìja”;
e l’asino che mangiò la letteratura?
“’u marmuru chi sgranò ‘a littiratūrā!”;
e tua cugina Furgiulia Cuticchjùna?
“Senza ‘ndrappe?”;
con l’orologio…:
”cuncutrillu”;
dammi la mano…:
”strangélla”;
e mammelle?
“Cibbèrne”…
e, guardandomi sorniona:
maiale sibarita potrebbe fare:
“dercu i sìbbāri”;
lingua?
“Serpentina”.
(...)
















