La ricerca neuroscientifica ci dice che un ricordo o memoria corrisponde all’attività sostenuta di alcuni neuroni, e ad alcune loro modifiche strutturali, che mantengono nel tempo quello che noi ricordiamo. Perciò ogni nuovo ricordo deve necessariamente corrispondere a un cambiamento neurone, che sia a livello strutturale, con l'aumento dei dendridi e dei bottoni sinaptici, che a livello fisiologico. Il mio buon proposito, nel mio anno più pieno di buoni propositi, è valorizzare ognuno di questi cambiamenti. Vivere i giorni ordinari come se avessi viaggiato indietro nel tempo in quel giorno specifico per godermi la sua semplicità, la sua bellezza, e tutto ciò che ho, comprese emozioni e piccoli bei momenti. E non sprecare nemmeno mezza scintilla neurale per cose, situazioni e persone che non lo meritano.
I miei ultimi ricordi di Barcellona sono il casino delle due materie da dare nello stesso momento, i mille cappuccini in quel che era ormai quartier generale per le mie sessioni di studio, il brutto tempo e un raffreddore cronico. A ripensarci, già covava in me questo rispetto per i momenti e per il peso dei ricordi, perché nonostante tutto cercavo di pensare e interpretare positivo ogni avvenimento di quei giorni. In prospettiva, i miei ricordi si sono fatti più teneri e nostalgici, e soprattutto ammantati di un bel proposito: riprendere a studiare lo spagnolo.
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