Non ti cerco più alla mattina, dal pullman non cerco di scorgere il tuo viso, non cerco più di fingermi sorpresa, scendendo, immaginandoti ad aspettarmi a braccia aperte, come ho fatto per mesi. Non ascolto quella canzone, non ne ascolto nessuna, non lo faccio in quei broken places. Non immagino più la tua mano sfiorarmi i capelli, l'altra togliermi una cuffietta dall'orecchio sinistro, non immagino più i tuoi occhi sorpresi chiedermi il perchè di quelle canzoni, di nuovo, ancora. Quando sento il tuo treno passare alla mattina non ti ci immagino seduto, quando torno a casa da scuola non mi chiedo più quanto reale potrebbe essere che tu scendessi una fermata prima per bussare alla porta di casa mia, non aspetto più una di quelle tue visite senza preavviso che ho sempre odiato tanto, di cui adesso sento la mancanza. Quando mi soffermo su cartoonito e ci sono i Dalton, io non li guardo più, non ci immagino stretti sul tuo letto. Quando la mamma cucina la pasta, cerco di non immaginarti cucinare per me, cerco di non immaginarti mangiare e ridere come un bambino, cerco di non immaginarti qua, a viziarmi. Quando sono sola nel mio letto, non ti immagino accanto a me, non ti immagino più con nessun'altra, ti immagino solo, nel tuo grande letto nuovo, avresti detto che ci saremmo dovuti stringere senza poter usare scuse. Quando non riesco ad allacciarmi il reggiseno alla mattina, ti ricordo esserne capace, quando tremo per un assolo di chitarra, ci immagino goderne insieme. Direi d'essere d'accordo con tante di quelle cose che hai avuto il coraggio di dire, quando io non l'ho fatto, pretenderei baci, pretenderei tocchi, non pretenderei null'altro. Odio l'idea di noi due estranei, odio l'idea di sentire di aver perso tutto consapevolmente. L'estate è passata e ci siamo visti riavvicinare d'un passo per poi perderci del tutto, ho ottenuto un abbraccio e giusto un paio di sorrisi, non avrei potuto aspettarmi altro dato come ti ho allontanato da me. È ricominciato l'autunno e ho ritrovato il tuo profumo in tante di quelle magliette che come me sono state tue, siamo sopravvissuti a novembre ed è stato divertente ascoltare quelle canzoni speranzose che citano il mese e che ascoltavamo insieme, ma da sola, c'è stato il tuo compleanno e non c'è stata la nostra evasione, ti ho visto divertirti e mi hai vista divertirmi, per quanto male ti ho attribuito, sono preoccupata per il tuo Natale. Non ho mai avuto il coraggio di dirti che nemmeno i miei, da tempo, sono troppo felici.