...mettiamola così

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...mettiamola così
La rete non è tutta cosi', la disegnano....
Ciao Beppe, un commento a caldo (non si dovrebbe lo so...) sul tuo pezzo sugli scalmanati della rete (http://www.corriere.it/cronache/14_marzo_07/fiorello-l-incidente-scooter-cattiveria-anonimi-5fb34b0a-a5c1-11e3-b663-a48870b52ff3.shtml). "La rete" è solo un mezzo, come dici giustamente. Un megafono, un potente amplificatore nelle mani di ignoranti del libretto di istruzioni. Ignoranti nel senso che ignorano come usarlo appunto. Ma spesso si ha la sensazione che tanto ignoranti non sono, anzi che ne sappiano sfruttare più che bene le armi affilate, e bipenne, che hanno in mano. Allora quel che più mi perplime è il risalto che vien dato loro dai professionisti dell'informazione, fino a indicarli come rappresentativi dell'intera popolazione (a)retina. Se son l'un per cento, o il cinque, poco cambia. Son una minoranza. Ma perché non si puo' fare la cosa più semplice del mondo? Ignorarli! E' la peggior punizione che gli si puo' dare. Vi assicuro, è facile farlo; un po' meno facile forse decidere di farlo. Troppo comoda la pigra alternativa. Cordiali e digitali saluti da una Bruxelles soleggiata ;)
Beppe Severgnini su Twitter
Hi Guys!
Oggi mi permetto di copiare spudoratamente un articolo dal blog "Italians" che parla dell'uso di Twitter e scritto da Beppe Severgnini sul Corriere di oggi, 21 Luglio duemila11.
Sappiate che la mia stima per questo giornalista è ad un livello altissimo!
E' un testo che può rivelarsi a tutti molto utile, per cui vi consiglio di leggerlo. Spero che l'autore del medesimo non abbia troppo da ridire a riguardo. :)
Buona lettura!
Ecco il testo orginale:
"Il direttore di questo giornale, Ferruccio de Bortoli, ha aperto un profilo twitter. Ieri mattina, con un’umiltà probabilmente vietata dal nostro ordine professionale, ha scritto: “Grazie a tutti. Abbiate pazienza. Sono un neofita. Ogni suggerimento è gradito. Critiche comprese. Buona giornata.” Da vecchio twitterista, ho deciso di partire subito.
@DeBortoliF Twittips Bsev-Fdb 1 Sii assiduo, non abitudinario 2 Sii sincero, non impulsivo 3 Informa 4 Spiega 5 Sorprendici 6 Divèrtiti!
In totale 136 caratteri (spazi compresi): quanto consente il mezzo. Ma poiché questa rubrica arriva a 3.000, ne approfitto. Spiegherò i sei punti, sperando possano essere utili non solo al direttore del “Corriere” - che se la caverà benissimo - ma a tutti quanti vogliono sperimentare le deliziose insidie del microblogging.
1 Sii assiduo, non abitudinario. Un social network non è un’occupazione a tempo pieno. Un imprenditore mi ha chiesto, giorni fa, se un comune amico avesse perso il posto: la martellante frequenza dei tweet lasciava intendere molto tempo libero. Non esagerare, quindi. Ma evitare la sciatteria di chi s’entusiasma per la novità, e poi l’abbandona.
2. Sii sincero, non impulsivo. Twitter è un modo fulminante per arrivare all’attenzione del prossimo. Ma internet è un mezzo di comunicazione di massa, non una chiacchiera al bar. Lo sfogo di cui pentirsi non è consentito, anche perché poi ci si pente davvero. In questo momento ho 77.722 fw (persone che mi seguono): se scrivo un’idiozia e quelli - giustamente - la rilanciano, la diffusione diventa esponenziale. Voi direte: ma i giornalisti queste cose le sanno! Be’, ho visto cose che voi umani non potete immaginare.
3. Informa. Ogni tweet, per valere la pena, deve costituire una piccola novità. Segnalare una notizia, fornire un link (opportunamente accorciato). Se si partecipa a una conversazione, è bene premettere il simbolo #. Ieri, per esempio, si discuteva di #papa #tedesco #penati #camera #bastacasta. Mara tempora currunt!, avrebbe detto un tempo Bocchino.
4. Spiega. Chi segue un giornalista su Twitter non vuole la versione in pillole del giornale in edicola. Chiede qualcosa di più: un collegamento, un’indicazione, un riassunto, un'intuizione, una piccola illuminazione. Siamo sempre grati quando, nella foresta delle informazioni, qualcuno indica onestamente un sentiero.
5. Sorprendici! Attori, cantanti, televisivi, calciatori, stilisti, politici, tautologi (persone famose in quante note). Un errore classico di molti personaggi pubblici è questo: utilizzare i social network - Twitter e Facebook in testa - come micro-uffici stampa gratuiti. I giornalisti e gli scrittori, in genere, sono meno sfacciati. Certo: non è vietato, ogni tanto, segnalare qualche propria iniziativa. Ma è bene ricordare che il patto implicito di Twitter è questo: evitiamo di annoiarci a vicenda.
6. Divèrtiti! Eh sì, Ferruccio: se non ti diverti tu, non ci divertiamo neppure noi. Un tweet è un soffio d’aria fresca nelle stanze del nostro cervello. Se diventa un altro lavoro, che gusto c’è?
Beppe Severgnini
Dal Corriere della Sera del 21 luglio 2011"
http://goo.gl/Z47vU
#Rich