erano i miei capelli azzurri e le tue prese in giro. era estate, notti calde, sigarette consumate per consumarci tra di noi. era la mia ingenuità, la mia codardia, la mia omertà. Una fuga codarda, senza risposte, senza pretesti. era assenza. erano mesi senza parole, senza sguardi, senza il cercarsi. era debolezza, mancanza, un sentimento nostalgico e malinconico che ti strizza gli organi, con i suoi artigli. era una seconda possibilità. erano i kg che perdevo e le tue sfuriate, ero io smarrita, senza alcuna direzione. era tutto l’alcool che circolava nelle mie vene, il mio menefreghismo esistenziale, erano le tue preoccupazioni nei miei confronti. era ciò che non pensavo di meritare, era ciò che volevi offrirmi. erano i miei periodi autodistruttivi e la mia ostinazione nel non voler cambiare. era paura che sfociava in urla e liti. era paura. era un addio, di nuovo. erano le mie pastiglie, il mio mese in ospedale. era estate, era rincontrarsi dopo la tempesta,quasi per caso. era essere tornati a casa, avere riscoperto il proprio luogo. era paura. sempre. una paura costante di farmi male, di farti del male. erano le mie parole sconclusionate quando parlavamo del nostro rapporto. erano i miei messaggi da ubriaca, erano giorni fragili. era il tuo odio nei mie confronti, erano i tuoi occhi che cercavano i miei, ovunque, come due segugi. era distruzione, era volersi troppo e non potersi tenere. un annullamento in algebra, un problema non risolvibile, un teorema non dimostrabile. era paura. era la musica dal vivo ascoltata sdraiati sul prato, erano sorrisi leggeri, erano le sigarette usate, di nuovo, come alibi. era il piegarsi all’inevitabile, era quel bacio seguito da quel sorriso e quella rassegnazione perché “va sempre a finire così”. era la convinzione che questa, di possibilità, non l’avrei sprecata per nulla al mondo. erano sorrisi e sonni tranquilli, una catarsi animistica. era esporre qualcosa che non aveva mai visto la luce del sole. ero io divorata dalle mie paranoie e tu con le braccia intorno a me, per tenermi al sicuro. erano le mie insicurezze che si intromettevano. era la mia musica che odi, era il tuo amore per i beatles e le mie smorfie quando li cantavi. erano le tue mani sul mio volto, e parole così dolci che ne ridevamo. era agosto e il mare che non abbiamo mai visto insieme. era settembre e tu non c’eri.
26 gennaio - malinconia












