🌻💫 — 𝐍𝐄𝐖 𝐑𝐎𝐋𝐄
𝐠𝐞𝐫𝐭𝐞 𝐡𝐞𝐢𝐤𝐞 & 𝐜𝐚𝐦𝐞𝐫𝐨𝐧
❪ ↷↷ mini role ❫
beyond the lake
31.10.2020 — #ravenfirerpg
#ravenfireevent #spookyravenfire
Vi era qualcosa di divertente nelle storie di halloween, soprattutto nel vedere i bambini di ogni nazionalità bussare alle porte di ogni casa per fare dolcetto o scherzetto. Era una tradizione che affondava le proprie radici in tempi lontanissimi, ma anche gli adulti avevano preso l'abitudine di travestirsi e sentirsi un po' più piccoli.
Ed eccola la fata, vestita da dark angel intenta ad osservarsi attorno con quella curiosità che era un po' ormai un marchio di fabbrica per lei. Memorizzava ogni dettaglio sperando che ricordarlo una volta fatto rientro alla sua dimora, ma soprattutto cercava ogni particolare da poter mettere nei suoi racconti. Era, infatti, certa che tutti i bambini sarebbero rimasti entusiasti della storia che aveva in mente.
Si volse di scatto quando avvertì una presenza alle di lei spalle, osservò con attenzione il volto prima di riuscire ad emettere un solo sibilo.
« Lo sai che non si dovrebbe comparire così all'improvviso? Vuoi unirti per caso alle decorazioni spaventose che ci sono qui in giro? »
Non sapeva con precisione se quella festa gli piaceva o no, da quando non ricordava molto della sua vita passata non sapeva più cosa gli piaceva o no. Agli occhi del ragazzo quella festa era per i più piccoli, anche se non gli dispiaceva prenderne parte. Lentamente arrivò dietro le spalle della ragazza con solo l'intento di spaventarla. Quando udì le sue parole una risata gli uscì dalle labbra.
<Secondo te perché sono qui?
Disse lui, le sue labbra si curvarono in un sorriso e poi istintivamente baciò la guancia della ragazza, poi si posò un dito sotto il mento sospirando leggermente.
<Almeno dimmi che; un po' sono riuscito a spaventarti. Hai qualcosa in mente da raccontare? Però si dai ti aiuto, sempre se vuoi.
Diverse erano le feste che più fra tutte venivano commercializzate in America e in tutto il mondo. Dal Ringraziamento ad Halloween, si organizzavano eventi, ritrovi dove lo spirito veniva in qualche modo celebrato. Era questo una delle cose che più apprezzava di quella tradizione, decisamente diversa rispetto a quelle più distaccate della sua famiglia adottiva.
Sia la madre che il padre radicavano le loro origini in Europa, ma non per questo non avevano permesso a Gerte di studiare anche le tradizioni locali. Ravenfire era la sua casa e come tale andava celebrata.
Ed eccola vestita da angelo in quel resort dove il terrore sembrava fare da padrone. Zucche intagliate, addobbi raccapriccianti erano potste ai punti strategici dell'ambiente ma era incuriosita dal ghigno che aveva mostrato il Collins.
« E va bene, lo ammetto... Ma solo un pochino. »
Mimò con le dita avvicinando il pollice e l'indice per indicare quanto poco l'avesse spaventata, tuttavia fu più sorpresa nell'osservare la sua successiva mossa.
« E questo per che cos'era? Ad ogni modo, non ho ancora deciso da cosa mi farò ispirare, magari nella prossima storia ci saranno spaventapasseri indemoniati... Chi può dirlo. »
Il ragazzo ascoltò la bionda con un aria abbastanza divertito, si appoggiò un dito sotto il mento e poi riprese il suo discorso.
<<Vediamo, vediamo.. una certa ' bionda' non si fa sentire da giorni, e un po' mi mancava, cioè mi mancava anche sopportarla ed è normale che sia affettuoso.
Commentò lui in modo ironico. Poi riprese ad ascoltarla con attenzione. Non lo sorprendeva per niente la storia che voleva raccontare. Conosceva Gerte e tutto ciò che usciva dalla sua testa era interessante da ascoltare, si poteva dire che aveva fantasia. Cameron schiuse le labbra e poi aggiunse.
<< Mi è venuta un idea, che ne dici se mi unisco nel racconto? Vedilo come un piccolo aiuto, in fondo anche io scrivo. Potremo fare qualcosa insieme, sempre se a te non dispiaccia.
Il sorriso che era comparso sulle di lei labbra era diventato via via più ampio, soprattutto nel vedere l'espressione apparentemente perplessa del giovane Collins. Era diverso tempo che ormai non si vedevano, tra impegni e beh, il suo essere non esattamente sempre in forma corporea, ma si trovava bene con lui.
Stringendosi nelle spalle, la Ivanova si sentì poi presa in fallo. Ultimamente l'impegno al giornale era diventato tale per cui aveva dovuto accantonare, seppur temporaneamente, tutta la sua vita privata, per non parlare delle liti costanti con sua nonna.
« Hai ragione... A mia discolpa però posso dire che non l'ho fatto volontariamente. Tra le elezioni di questa estate, la festa dei Fondatori e gli altri impegni sono stata risucchiata. »
Commentò la giovane abbassando per un momento lo sguardo. Non si sentiva sotto attacco da quelle parole, ma erano comunque una spronata ad organizzarsi meglio.
« Dici davvero? Scriveresti un libro a quattro mani con me? E certo che non mi dispiace, anzi... »
Aveva detto davvero? Aveva Davvero fatto quell'offerta alla ragazza? Ovviamente si. Quelle parole erano uscite cosi spontanee dalla bocca del giovane Collins, lui stesso ne era sorpreso. Ma era contento che la bionda gli aveva detto di si. Cameron si avvicinò di qualche passo più vicino a lei prendendo parola.
<<Ehi Gerte stavo scherzando, non abbassare la testa.
Commentò lui, allungò una mano verso la bionda per far si che alzasse la testa, gli piacevano i suoi occhi e il modo in cui lo guardava e non voleva privarsene. Il ragazzo prese un enorme sospiro accennando un sorriso.
<<Certo che lo scriverei, sei fantastica e insieme possiamo molto. Allora mi farò sentire io, tranquilla.
Gerte rialzò lo sguardo, perdendosi in quello del fantasma, così comprensivo e al contempo così acuto. Sapeva che poteva essere un azzardo scrivere un libro a quattro mani, ma si fidava del Collins, del suo modo di fare così gentile e in qualche modo anche del fatto che la guardasse come se fosse una dea.
Si ritrovò così ad alzare un angolo delle labbra la Ivanova, una leggera scrollata di spalle e successivamente mostrò il sorriso migliore che potesse sfoggiare.
« E libro sia! »
Umettò le labbra con un movimento veloce delle labbra, s'avvicinò per dargli un breve e rapido bacio sulla guancia prima di salutarlo e infiltrarsi in quella folla trepidante che gremiva la sala da ballo.
Era una festa come tutte le altre, eppure quando Gerte si allontanò da Cameron, sentì in qualche modo una certa mancanza.