Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo.
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Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo.
Volume n. 236 - Hannibal Lecter - Il mondo è pieno di persone squisite. Recensione: credere in un mondo più buono, senza amarezze e persone senza gusto. Una ventata di ottimismo gustosissimo. In appendice delle ricette facili facili da condividere con gli amici... quelli buoni come il pane.
Nematodi cannibali e funghi predatori
Informandomi sui vermi cilindrici che ho nel mio vivario, ho imparato che alcuni nematodi sono parassiti dannosi per animali (essere umano compreso) e piante. In agricoltura vengono messe in campo diverse strategie per limitarne il numero. Ma le minacce più spaventose a questi simpatici vermi, a parer mio, sono quelle causate dai funghi. Alcuni di questi sono parassiti (quindi parassiti di parassiti) che entrano tramite le proprie le loro spore attraverso la bocca del nematode. Altri invece sono funghi predatori. Ad esempio i funghi del genere Dactylella formano col proprio corpo delle vere e proprie trappole, formate da sistemi di lacci e anelli, proprio per catturare i nematodi.
Altri funghi predatori, dei generi Discolaimus, Dorylaimus, Thornia e Seinura, agiscono iniettando dentro il corpo del nematode una specie di saliva tossica in grado di paralizzarlo. Dopo di che il fungo succhia via il contenuto del corpo.
Infine esistono nematodi carnivori che si nutrono di microorganismi, piccoli invertebrati e altri nematodi, anche della stessa specie, praticando quindi il cannibalismo.
(https://www.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/1462_2012_316_16863.pdf, https://www.britannica.com/science/fungus/Predation, https://it.wikipedia.org/wiki/Nematoda, https://www.slideshare.net/asimhaq1/predatory-nematodes-by-aaliya-taiyab)
spalmarsi addosso un odore, farlo penetrare dentro di sé, che dalle narici entri in circolo, che viaggi insieme al sangue in tutto il corpo, che arrivi al cuore e nel cuore trovi rifugio. è questa, forse, l'unica valida alternativa ad un atto estremo di cannibalismo.
-sopravvivere al distacco-
Patricia Belcher about the demon in Jeepers Creepers
Ricordo quando mio padre mi disse
vieni e senti.
l'arte è meno banale degli esseri viventi.
la mia ambizione è darle vita senza mai una pausa,
la tua ambizione è mollarmi per questa giusta causa,
ora rimani là solo, da solo!
-Caparezza
Goya
“LA CARNE SENZA FINE”
https://www.instagram.com/alessandro.coccorullo/
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Follow the Unknown and the Unknown will follow you!
Siamo nel 1033 quando incessanti piogge, distruggendo ogni raccolto, portano le popolazioni europee a nutrirsi con radici e piante acquatiche, con carogne animali e carne umana! Con le necessarie cautele, è possibile ipotizzare che tali pratiche, compresa quella ultima del cannibalismo, pur confinata alle circostanze peggiori, trovino riscontro in altre circostanze. Per cause diverse, le cose non erano andate diversamente attorno all’anno 560, quando in Italia, per la fame, le madri mangiavano i figli! Né si devono peraltro ritenere tali fatti confinati ai tempi più remoti. Nell’inverno del 1817, in corrispondenza con quella che fu forse l’ultima gravissima crisi alimentare nell’Europa occidentale, provocata anche e soprattutto dalle avverse condizioni climatiche degli anni precedenti, il cannibalismo appare ancora come ultima, estrema pratica di sopravvivenza.
—Luca Bonardi, Dalla storia naturale alla storia umana. Il ruolo del clima e delle sue variazioni nella storia delle Alpi (2004) [link].