📍Cascate di Saent, Val di Rabbi, Italy 🇮🇹
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📍Cascate di Saent, Val di Rabbi, Italy 🇮🇹
Alcune cascate fotografate a Novalesa, un paese a qualche chilometro da Moncenisio (TO). Per l'elevata distanza ho utilizzato il teleobiettivo (non finirò mai di ringraziare il "mio" Maurizio di avermelo regalato, così come la Canon, io non potrei comprarli 🥹)
📍Vallesinella Waterfalls , Dolomiti, Trentino Alto Adige
𝑪𝒂𝒏𝒚𝒐𝒏𝒊𝒏𝒈 𝑾𝒆𝒆𝒌𝒆𝒏𝒅
Cascate di Calabritto
Avellino
Ferragosto 🌱
Non so parlar d’amore,
e nemmeno di te, che lo sei l’amore.
So però che ogni tuo difetto per me é punto esatto da baciare, non da risolvere.
Che se poi li risolvi, non li posso baciare più.
Ogni tua paranoia é argomento da ascoltare per ore e ore, finché non la sentirai meno pesante.
Ogni tua difficoltà cerco di accudirla con rispetto, finché ti sentirai in grado di affrontarla.
Non so parlar d'amore,
e nemmeno di te, che lo sei l'amore.
So però parlare di me:
che dormo serena solo sul tuo petto, che rido a crepapelle alle tue battute, che mi si stringe il cuore ad ogni tua lacrima.
So parlare di me e della mia ansia che si calma quando mi giri intorno.
Che io non mi fido mai di nessuno ma se tu mi guardi e mi dici che sono bella, forse un po' ci credo.
Non so parlar d’amore,
e nemmeno di te, che lo sei l’amore.
Ma so che avrai la mia mano tesa sempre dalla tua parte, da stringere, baciare, accarezzare.
Potrai chiederle di aiutarti a rialzarti o soltanto di consolare la tua caduta. Potrai chiederle affetto o solo di essere presente e non lasciarti solo.
E quando sarai stanco potrai anche lasciarla andare. La ritroverò.
Questa é la mia promessa: presenza. Sempre, anche nei giorni in cui non riusciremo a guardarci.
Quindi, ti consegno una pistola carica da puntarmi contro senza paura, senza il minimo dubbio che non la userai.
Lo faccio perché so che tra di noi incombe la reciprocità: la consapevolezza che se tu lasci la mia mano, io la riprendo. E se io lascio la tua mano continuerò comunque a sentire lo sfiorarsi delle tue dita con le mie, in modo delicato, attento. Sufficiente a ricordarmi che sei lì, che non mi lasci.
- paginedifarfalle
Quanto pesano le mie maschere?
Non hanno chili, né forma, eppure sento il loro peso affondare sulle spalle. Alcune sembrano leggere come seta, ma col tempo lasciano graffi invisibili sulla pelle. Altre mi cadono addosso come ferro arrugginito, imprigionando il respiro.
Le indosso per difendermi, per non mostrare le crepe, per sembrare più forte di quanto io sia. Alcune ormai sono diventate abitudine: sorrisi che coprono il vuoto, silenzi che celano urla, forza finta che nasconde stanchezza vera.
Il vero peso non è averle addosso, ma sapere che, sotto, c’è un volto che scalpita per essere libero. Il vero dolore è non mostrarmi per ciò che sono, restando intrappolata in ciò che il mondo si aspetta da me.
Eppure mi domando: quanti come me?
Quanti camminano per strada con lo stesso fardello, con lo stesso sorriso che nasconde lacrime, con la stessa paura di mostrarsi fragili? Quanti recitano un copione che non sentono loro, solo per essere accettati, per non deludere, per non sembrare “fuori posto”?
Forse siamo in tanti, più di quanti immaginiamo. Forse ci riconosciamo solo nello sguardo di chi, dietro la maschera, porta la stessa fatica.
Forse le maschere ci hanno protetto, per un po’. Ma la leggerezza più grande arriverà quando, uno dopo l’altro, troveremo il coraggio di lasciarle cadere. Perché la verità non è mai un difetto: è la sola possibilità di respirare davvero.