Il film fu girato negli studi della Cinédia, poteva uscirne un pachiderma antidi-luviano. Ma quando riunii tutta insieme quella gente e li vidi recitare con la cravatta, eleganti, sistemati, ben aggiustati, pensai: «Merda, questi tipi sono geniali, faccio il film con loro, è questo che voglio».
Un cinema vagabondo, popolare. Senza voler paragonare le cose, io sento un po' la stessa cosa anche con il movimento del nostro cinema che hanno definito marginal, underground. I film erano molto ben fatti. Non come dicevano gli altri. Il cinema marginal è fatto con molta creatività senza alcun denaro. E lo stesso la chanchada. Puoi constatarlo, nella chanchada tutto era ben fotografato, la scenografia, i costumi, gli attori, i dialoghi, tutto era fatto molto bene. Certo, non si trattava di dialoghi da Partito Comunista, non venivano filmate le conversazioni di militanti di sinistra. Era un'altra cosa.
Le chanchadas erano girate in quattro, cinque ra. Con un grande tecnico, Edgar Brasil, il direttore della fotografia di Limite, che ha fatto il direttore di fotografia di diverse chanchadas. I film erano fatti prima del carnevale per poter fare in tempo a lanciarli durante il carnevale. Con le musiche e le canzoni del carnevale. Ovviamente presentavano un carattere sperimentale enorme.
(…)Lo sperimentale si dà non perché tu non sai, ma proprio perché sai tutto. Lo sperimentale è quello che eccede, che sborda. Tu conosci quel circuito molto bene, ed è sperimentale solo quando tu lo conosci talmente bene da poterne uscire. Se non ne esci perché non lo conosci, allora non è sperimentale. È stupidità. Sperimentale significa una grande cognizione di causa per poterne uscire fuori.