Quante volte ho proclamato l’inizio di una nuova vita, un nuovo inizio dopo chissà quale delusione o avvenimento.
Eppure sono qui a scrivere, e come sempre nulla appare cambiato. Sono io, seduta sul mio letto a scrivere vuote parole per un’anima incapace di sentirsi appagata dalla vita. Mi chiedo come faccia il mondo circostante a cambiare così repentinamente ed io, a rimanere sempre qui seduta a scrivere di ciò che muta. Ma questo pensiero deriva dalla mia incapacità di poter osservarmi e criticarmi cinicamente e imparzialmente come invece ho la possibilità di fare con ciò che ho davanti agli occhi.
Se ne avessi la capacità potrei delineare i miei cambiamenti nel corso del tempo. L’uomo muta, è nella sua natura, nel suo essere, a prescindere della sua consapevolezza a riguardo.
Vorrei poter riguardare il film della mia vita per poter commentare l’evoluzione del mio personaggio. Chissà un giorno la tecnologia evolverà così tanto da riuscire a farlo, sarebbe bello.
Affermo con assoluta certezza che, anche se non sono in grado di veder in me cambiamenti particolari, a volte riconosco di percepire cose in modo diverso da come facevo un tempo.
Apprezzare una certa vista, alla quale sono abituata da anni, come se avessi nuovi occhi. “Non avevo mai notato il sole battesse su quel palazzo” “penso di non aver mai visto questa piazza da questa prospettiva”.
Questo mi dona gioia, uscire dai canoni e dagli schemi nei quali non sapevo ancora di sentirmi confinata.












