"Il viaggio senza fine" di Monique Wittig reinterpreta Don Chisciotte in chiave lesbica e femminista. Un romanzo visionario che celebra le amazzoni, la libertà e nuove forme di vita oltre i confini patriarcali.

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"Il viaggio senza fine" di Monique Wittig reinterpreta Don Chisciotte in chiave lesbica e femminista. Un romanzo visionario che celebra le amazzoni, la libertà e nuove forme di vita oltre i confini patriarcali.
"Sappi, Sancio, che un uomo non vale più di un altro uomo, se non fa più dell'altro.
Tutte queste burrasche che ci capitano sono segni che presto il tempo dovrà volgere al sereno e le cose dovranno andarci bene; perché non è possibile che il male e il bene siano durevoli, e da ciò consegue che, essendo durato molto il male, il bene è ormai vicino."
Miguel de Cervantes, "Don Chisciotte della Mancia", Libro I, cap.XVIII (la traduzione è mia).
Il 9 maggio del 1605, in un giorno come questo di oggi, fu pubblicata la prima parte de "El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha".
420 anni dopo, il monco di Lepanto è ancora vivo.
4 chiacchiere con un chatbot che finge di credere di essere Miguel de Cervantes y Saavedra – Un altro esperimento con l’IA generativa e con
"Chi ha vissuto una guerra ne resta marcato a vita e io porto ancora dentro e fuori di me tutti i segni della battaglia di Lepanto. In quella gloriosa pugna del 1571, dove mi battei contro il turco con il valore di un cavaliere senza macchia e pieno di paura, persi l’uso della mano sinistra, ma guadagnai una gloria immortale. Eppure, la guerra non ha mai fatto ricco un povero cristo, e io ne so qualcosa, poiché dopo la polvere dei cannoni conobbi la prigionia nelle carceri di Algeri, dove per cinque anni la speranza fu la mia unica moneta.
E poi, il ritorno in Spagna, la mia amata patria, grande e misera allo stesso tempo, splendente per i fasti del Nuovo Mondo e corrotta dalla cupidigia di chi più ama l’oro che la giustizia. Ho visto la decadenza nascosta dietro il velo dell’Impero, e forse proprio da lì è nato il mio desiderio di narrare le gesta di un cavaliere che lotta contro un mondo che non lo capisce."
Parola di Cervantes (+ o -)
4 chiacchiere con un chatbot che finge di credere di essere Miguel de Cervantes y Saavedra – Un altro esperimento con l’IA generativa e con
Cosa direbbe l'autore del Don Chisciotte se potesse viaggiare nel tempo e trovarsi nel 2025? Immaginate il suo stupore di fronte a smartphone, social network e intelligenze artificiali.
Ho fatto un piccolo esperimento letterario e tecnologico e ho provato a chiederlo direttamente a lui..., o meglio, l'ho chiesto a un'IA che ha interpretato il suo spirito arguto e visionario. Il risultato è un dialogo trans-temporale, tra il passato glorioso della letteratura del Siglo de Oro e il futuro incerto della tecnologia, che ci invita a riflettere sul nostro presente.
Se vi sentite pronti a salire in groppa al destriero della tecnofantasia e a cavalcare con me e Cervantes verso nuovi orizzonti, leggete lultimo post di ( (( aitanblog )) ).
4 chiacchiere con un chatbot che finge di credere di essere Miguel de Cervantes y Saavedra – Un altro esperimento con l’IA generativa e con
"Se avessi l'ingegno del Cervantes, io farei un libro per purgare, come egli la Spagna dall'imitazione de' cavalieri erranti, così io l'Italia, anzi il mondo incivilito, da un vizio che, avendo rispetto alla mansuetudine dei costumi presenti, e forse anche in ogni altro modo, non è meno crudele né meno barbaro di qualunque avanzo della ferocia de' tempi medii castigato dal Cervantes. Parlo del vizio di leggere o di recitare ad altri i componimenti propri: il quale, essendo antichissimo, pure nei secoli addietro fu una miseria tollerabile, perché rara; ma oggi, che il comporre è di tutti, e che la cosa più difficile è trovare uno che non sia autore, è divenuto un flagello, una calamità pubblica, e una nuova tribolazione della vita umana."
Giacomo Leopardi, Pensieri, XX
Un’ora a teatro
Sabato 3 settembre il palco era all’aperto su un pianoro affacciato sul mare.A 400 metri di altezza il semicerchio dell’orizzonte conteneva quattro regioni: Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia con l’isola di Stromboli.Non conoscevo Scario, luogo che ha ospitato il nostro: Un’ora a teatro. Nostro: mio e di Paola Porrini Bisson, che la sera di un anno fa ha immaginato un racconto a due voci, a…
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"Sappi, Sancio, che un uomo non vale più di un altro uomo, se non fa più dell'altro.
Tutte queste burrasche che ci capitano sono segni che presto il tempo dovrà volgere al sereno e le cose dovranno andarci bene; perché non è possibile che il male e il bene siano durevoli, e da ciò consegue che, essendo durato molto il male, il bene è ormai vicino."
Miguel de Cervantes, "Don Chisciotte della Mancia", Libro I, cap.XVIII (la traduzione è mia).
Il 9 maggio del 1605, in un giorno come questo di oggi, fu pubblicata la prima parte de "El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha".
Mi piace ricordarlo anche con questo mio testo mesto, fuori contesto ed anche un po' invidiosetto:
Le cose che vorrei (scrivere).
D'altra parte, si parva licet componere magnis, aggiungo che anche il grande Cervantes sosteneva di affannarsi e struggersi per sembrare di avere del poeta la grazia che non volle dargli il cielo.
"Yo que siempre me afano y me desvelo por parecer que tengo de poeta la gracia que no quiso darme el cielo".
“Per tutte le violenze consumate su di lei per tutte le umiliazioni che ha subito per il suo corpo che avete sfruttato per la sua intelligenza che avete calpestato per l’ignoranza in cui l’avete lasciata per la libertà che le avete negato per la bocca che le avete tappato per le ali che le avete tagliato per tutto questo in piedi, Signori, davanti ad una Donna. E non bastasse questo inchinatevi ogni volta che vi guarda l’anima perché Lei la sa vedere perché Lei sa farla cantare. In piedi, Signori, ogni volta che vi accarezza una mano ogni volta che vi asciuga le lacrime come foste i suoi figli e quando vi aspetta anche se Lei vorrebbe correre. In piedi, sempre in piedi, miei Signori quando entra nella stanza e suona l’amore e quando vi nasconde il dolore e la solitudine e il bisogno terribile di essere amata. Non provate ad allungare la vostra mano per aiutarla quando Lei crolla sotto il peso del mondo. Non ha bisogno della vostra compassione. Ha bisogno che voi vi sediate in terra vicino a Lei e che aspettiate che il cuore calmi il battito che la paura scompaia che tutto il mondo riprenda a girare tranquillo e sarà sempre Lei ad alzarsi per prima e a darvi la mano per tirarvi su in modo da avvicinarvi al cielo in quel cielo alto dove la sua anima vive e da dove, Signori, non la strapperete mai.”
“In piedi Signori davanti ad una donna”: testo tratto dallo spettacolo teatrale “Chisciotte”, adattamento di William Jean Bartozzo.