Comunque quando nessuno parlava dell'ansia, non ce l'avevo

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Comunque quando nessuno parlava dell'ansia, non ce l'avevo
Alzando gli occhi, in ogni istante ho sempre trovato te
Una cosa che ho imparato - e sto ancora imparando - nel tempo, è che quando scrivi a vent'anni cerchi di raggiungere la maturità di chi ha cinquanta, sessant'anni alle spalle da raccontare con solo un'esperienza che è, invece, un frutto acerbo. E qui mi viene il dubbio che scrivere non sia esprimere se stessi, ma perlopiù tracciare una mappa di dove si vuole arrivare. E quando uno è perso e non conosce la meta, è lì che le parole si ammucchiano e si stringono e danno un senso a tutto ciò che sembra non averne. Quando scrivi a vent'anni il cielo sembra sempre chiaro ed il tramonto una cosa semplice, nonostante la vita come un gomitolo di problemi annodati, l'amore si trova ovunque e il giorno dopo non ha importanza, se i fili d'erba si muovono e qualcuno bacia il suo qualcun'altro non cambia nulla, ed è per questo che scriviamo, perché vivere non è abbastanza se non puoi raccontarlo a qualcuno in una lettera.
Che angoscia vivere in un mondo in cui per essere considerata davvero bella devi farti le punturine