Trump ci saluta graziando un centinaio di persone. Che bel gesto da parte sua. Guardo se ci sono i nomi di Julian Assange o Edward Snowden: no, accidenti non ci sono. Ma quello di Steve Bannon sì. Il nome che oggi meriterebbe molte più attenzioni di quelle destinate oggi, fra tanti risolini, a tal Ciampolillo.
Steve Bannon è l'ideologo fondatore di Breitbart News, giornale online dell'estrema destra americana, che orchestra la campagna che porta Trump alla Casa Bianca, dedicandosi poi a missione compiuta a minare l'Europa alle elezioni del 2019 sostenendo molti movimenti sovranisti e populisti europei come il Rassemblement National francese, il Partij voor de Vrijheid olandese, l'Alternative für Deutschland, e a casa nostra Lega e Fratelli d'Italia.
È in Italia che Bannon mette le basi del suo laboratorio per la sua scuola di sovranismo antieuropeista appoggiandosi alla Dignitatis Humanae Institute, l'istituto fondamentalista cattolico fondato dal britannico Harnwell.
Ma "The Movement" è una cosa grande e servono soldi. L'occasione gliela dà alla fine del 2018 "We Build the Wall", la campagna GoFundMe che raccoglie direttamente dal pubblico il denaro per costruire un muro anti migranti alla frontiera col Messico.
Quando si dice i bei propositi. I giudici che lo arresteranno mandandolo a processo nell'agosto 2020 non se ne sono ancora accorti che sta truffando i donatori riciclando 25 milioni di dollari per "The Movement" e non sanno ancora che Trump, per questo lo "grazierà". Ma conoscendo il tipo cominciano a drizzare le antenne.
In Italia Bannon intanto comincia a consolidare il suo fronte transpopulista che va da Orban alla Meloni. Qui a settembre 2018 c'è la festa di Fratelli d'Italia dove Bannon viene accolto come una star. Era "Atreju" 2018, ricordate? Una sorta di dio, patria e famiglia 2.0 con i fari sulla pescivendola neofascista, scelta da Bannon come il vero grimaldello per far breccia in Europa. Bannon, che stupido non è, il cretinismo di Salvini lo capisce subito.
Ma poi alle Europee del 2019 "The Movement" non sfonda. Bannon ci rimane male e si prende un po' di riposo. Trump va avanti da solo e lui si gode la pandemia davanti al suo cellulare, da dove en passant esorta a decapitare il noto epidemiologo Fauci e il direttore dell'Fbi, Wray, e di appendere le loro teste davanti alla Casa Bianca come monito per i burocrati federali.
È il clima che ci ha portato alla Washington di questi giorni mentre a Roma profuma di Ciampolillo. Ma Bannon è sereno perché sa che potrà presto riprendere il suo lavoro. Il processo per truffa non si farà perché gli amici, quelli veri, non si abbandonano mai.