Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.
Marco Tullio Cicerone
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Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.
Marco Tullio Cicerone
Cosa c'è di più dolce
che avere qualcuno
con cui parlare così
come con se stessi?
Cicerone
Pudicitia est ornamentum feminae.
SPQR
"CEDANT ARMA TOGAE
Qué las armas cedan a la toga.
L'amicizia
Quando gli uomini sono tali, l’amicizia presenta vantaggi così grandi che a mala pena posso dirli. In primo luogo, come può essere «vivibile una vita», per usare le parole di Ennio, che non trovi sollievo nel reciproco affetto di un amico? Cosa c’è di più dolce che avere una persona cui confidare tutto, senza timori, come a te stesso? E quale frutto ci sarebbe nella prosperità se non avessi qualcuno capace di goderne al par tuo? Con difficoltà, poi, potresti affrontare le sventure senza un amico che ne soffra anche più di te. Infine, tutti gli altri beni a cui l’uomo aspira, se presi uno a uno, presentano un solo lato vantaggioso - la ricchezza per spenderla, la potenza per essere riveriti, le cariche per ricever lodi, i piaceri per goderne, la salute per non provar dolore e per disporre delle forze fisiche. L’amicizia, invece, comporta moltissimi vantaggi. Dovunque tu vada è a tua disposizione, non è esclusa da nessun luogo, non è mai inopportuna, non è mai un peso. Insomma, non sono l’acqua e il fuoco, come dicono, a esser utili in tante situazioni, è l’amicizia. E non mi sto riferendo all’amicizia volgare e mediocre, capace tuttavia di procurare diletto e utilità, ma all’amicizia vera e perfetta, come fu quella che legò quei pochi che ancor oggi sono ricordati. L’amicizia, infatti, conferisce più vivo splendore al successo e allevia il peso delle avversità condividendole e partecipandovi.
Cicerone, [Laelius seu De amicitia, 44 a.C. ], L'amicizia, {V,22}, Milano, Rizzoli, 1985 [Trad. N. Marini]
I pensieri che vengono in un secondo tempo di solito sono piu’ saggi.
Vi sono, poi, due maniere d'ingiustizia: l'una è di quelli che fanno ingiuria; l'altra, di quelli che, pur potendo, non la respingono da coloro che la patiscono.
Marco Tullio Cicerone