La Ciclovia dell’Oglio, pedalando si va, la bici con le borsine e il sorriso sulla faccia.
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La Ciclovia dell’Oglio, pedalando si va, la bici con le borsine e il sorriso sulla faccia.
Da Parenzo a Punta Sabbioni, passando da: Umago, Trieste, Grado, Aquileia, Portogruaro e Caorle, i chilometri non li so, dopo due giorni ho perso il ciclo computer, così come i dislivelli e tutte quelle note tecniche che in fondo mi interessano poco. So che ho avuto tanto caldo, molta sete, che ho visto posti molto belli, alcuni troppo affollati, sicuramente in un’altra stagione lo sarebbero stati di più, ma d’altronde è luglio, le ferie le fanno tutti. Ho incontrato persone molto gentili, alcune curiose, ma di quella curiosità bella che vuole conoscere e capire che cosa stai facendo e perché. Insomma una bella e varia umanità. Ho avuto una gran compagna di viaggio, abbiamo condiviso molte risate, buon cibo, i classici gelati a fine tappa e tanta, tantissima acqua, facevamo cinque chilometri con un litro, forse meno. In ultimo un perfetto finale a Venezia, ma una Venezia che sembrava un’altra Venezia, alla ricerca di una libreria e poi di un murales, con cicchetti e una ombra di vino bianco per il nostro personale brindisi di arrivederci.
(foto falpao, cicloviaggiando)
Di amore, tenerezza, umanità, affetti tra mare e cielo. Per oggi mi fermo qui.
(foto falpao, la scogliera viva di Caorle)
Buonanotte ai sognatori e alle ragazze di Trieste
(foto falpao, piazza unità d’Italia e molo audace)