rompere cerchi
Facciamo questo esperimento insieme, prendiamoci per mano e saltiamo. Ci devi essere anche tu con me perché da sola non riesco, rimango immobile, incapace di buttarmi verso il cambiamento.
In fondo è solo colpa mia: devo scegliere con più coraggio, rompere con più fermezza quei cerchi che mi accerchiano. Invece sono schiva, debole forse, mi affermo in obliquo, solo quando nessuno mi guarda.
Odio essere guardata, non sempre ma spesso. Odio essere controllata. Entro in paranoia nelle stanze affollate. Vorrei poter andare in ufficio presto quando ancora non c’è nessuno e fare quello che desidero per almeno un paio d’ore. Scrivere, leggere, cucire, finché mi urgerebbe di iniziare a lavorare. Vorrei non avere un’opinione di me così sfuggente, degli standard così difficili da soddisfare.
Mi sento come la venere di Man Ray, legata.
Ma forse posso cambiare, se soltanto avessi il coraggio di buttarmi in quel crepaccio un po’ oscuro, che in fondo non fa così paura, alla peggio ci trovo un po’ di scheggie.
Domani ci provo.













