Straziami, ma di libri saziami
Le bravissime claudiappi ed euronoto mi hanno nominata in un gioco a catena le cui regole sono leggere un pezzo di romanzo e nominare altre tre persone, invitandole a partecipare. Io ci ho pensato e solo poesie mi venivano in mente, neppure un pezzo di nessun romanzo; allora ho scritto a Claudia e le ho chiesto se non fosse poi uguale scegliere una poesia e non un pezzo di libro. Lei ha risposto positivamente e io ho deciso che poteva andare bene la poesia Alla sua perduta amante di Simon Armitage, che fa:
"Ora che non sono più una seccatura l'uno per l'altra
lui può ripensare alle cose, mettere mano a quella lista di cose che mai accaddero, tutte le perdute
vicende e vane. Per esempio...per esempio,
come mai aveva tagliato e conservato i capelli di lei, o spazzolato quella sua pettinatura, e mai aveva saputo come non arrossire
quando qualcuno la nominava in pubblico. Mai avevano dormito come le posate nel cassetto -
due cucchiai o forchette unite perfettamente, mai tratto il miglior profitto dal cattivo tempo -
camminato nella pioggia scrosciante tra lampi in successione o scalato di marcia mentre l'altro guidava.
Come lui mai aveva levato le punte delle dita per fermare il tratteggio delle sue labbra
che stavano per dargli una notizia, assaggiato il frutto,
o raccolto per sé la pera del suo cuore o sollevato la sua mano sin là dove il cuore
era un piccolo uccello nero e spaventato nella sua presa. Là dove doleva.
O detto la cosa giusta, scritto la cosa giusta.
Come lui mai era fuggito attraverso il nero miglio sino a casa prima di mezzanotte, irretito un bottone ancora della sua camicetta
e poi un altro ancora, e saputo il suo
colore preferito, il suo gusto, il suo sapore,
mai le aveva preparato la vasca o allungato un asciugamano, avvolta in una bolla di sapone, strofinato i suoi capelli
in un cono gelato o in un alveare di schiuma. agito fuori luogo, sbagliato un comportamento
quando avrebbe potuto, o passato un pettine là dove mai pettine mai era passato, o ritornato a casa a piedi
attraverso un miglio oscuro cullando un cuore trafitto, là dove doleva, là dove doleva, o condotto la sua mano
verso il suo cuore farfalla nelle sue due tristi e azzurre metà.
E mai era stato sul punto di piangere mai una volta aveva descritto
un colpo al cuore o da sotto una camicia di seta
accudito un seno nella sua mano, quello di sinistra, come una goccia di carne
pianta dal cuore, là dove duole,
o strofinato con il pollice la nocciola del suo capezzolo, o bevuto liquori inebrianti dal suo ombelico.
O dato il suo nome in battesimo alla Stella Polare, fatto scudo alla maschera del suo volto simile a una fiamma, una luce pilota, o si era fermato la notte,
o l'aveva convinta a ritornare alla sua casa o detto «Non chiedermi il motivo
per cui mi piaci. È così e basta».
Come mai aveva escogitato un piano infallibile, o disteso la sua mano, come se la sua mano
fosse una palla solida di fogli di alluminio
per scoprirvi la linea della vita che la percorreva e misurare la propria accanto a quella.
Al contrario, aveva detto cose che non intendeva - dolci nulla che chiunque avrebbe potuto nominare
e lasciate non dette cose che avrebbe dovuto dire, sul cuore, su dove doleva esattamente, e quanto spesso."
Continuo il gioco facendo i nomi di nessunomifaradelmale, che sa dire una parola giusta per ogni cosa che legge; youblossomed, di cui provo a mandare a memoria la scrivania, la pianta nella tazzina, la finestra che guarda la strada e il sorriso (mi sa che mi serve un ripasso); e occhiorosso, che ha gusto pessimo nella scelta dei complementi d'arredo e ottimo nella scelta dei libri.








