Autotrasporto in TV
Canale 5, mattina tra le otto e le otto e mezza. Uno spazio di compassione e ascolto per il funestato autotrasportatore (ha una cinquantina di autoarticolati, ma la miseria colpisce senza guardare in faccia nessuno): con questi prezzi, con questa crisi, con questa guerra dovrà alzare le tariffe. E no, non ci si rende conto: non è solo alla pompa che paghiamo un prezzo. Il prezzo lo paghiamo mille volte, su ogni merce. E lui alzerà le tariffe. Non vorrebbe, ma è costretto. Non le abbasserà quando finirà la crisi, ma intanto pensiamo al presente e immergiamoci in questa crisi, fino in fondo. Lo ascoltiamo balbettare attonito, lo guardiamo mentre si gira intorno disorientato. Respiriamo ogni suo sospiro, ci impuntiamo insieme a lui su ogni ritardo di segnale, quando la domanda del giornalista arrivava in ritardo. È un climax che toglie le parole, che riempie di tensione anche i silenzi. Di questo passo, dove andremo a finire? È una domanda che aleggia in ogni respiro, immersi in questo presente così assurdo che «paradossalmente» (è lui, l'autotrasportatore, a dirlo!) oggi conviene la mobilità elettrica. Sì, ha camion diesel, a Gnl ed elettrici e questa crisi ha portato al paradosso più estremo: l’elettrico che conviene!
Be’, entriamoci dentro - penso tra me e me - a questo paradosso. Niente da fare. Manco lo salutano, finisce la frase a malapena.
Finisce tutto in un istante, senza neanche il tempo di un grazie o un buona giornata. Il paradosso deve resterà lì, come una gaffe, nell’assurda mania green per questa tecnologia che rende il 95% al posto del 40% dei motori diesel e inspiegabilmente costa pure meno.
Lobby, lobby delle mie brame, chi sono i più cialtroni del reame?













