L’AMORE PUÒ ATTENDERE - Romanzo noir
Faccio tante cose, è vero, ma non credo siano troppe. Contaminazione di contesti, di linguaggi, di conoscenze a cui si connettono - quasi inesorabilmente - incontri sempre straordinari e stimoli che diventano veri e propri inviti a mettersi in gioco: vivo con questo spirito ogni idea che nasce e mi meraviglio di come il non tirarsi indietro, l’accettare di mettersi in gioco su più tavoli, moltiplichi le energie e le suggestioni, allarghi gli orizzonti e le possibilità.
Sì, è una excusatio non petita, ma è giusto che mi chieda se ha ragione chi mi esorta a non farne troppe per non farle tutte male… mi giustifico dicendo che le giornate sono lunghissime e le notti lo sono ancor di più: c’è uno spazio infinito per lasciarsi trasportare dai sogni e coinvolgere dalle sfide. Insomma, esce un mio romanzo, breve, cattivo, sperimentale, scritto per gioco a cavallo del Covid e rifinito con calma finché Amedeo Bartolini di NFC mi ha detto: «te lo pubblico».
Wow.
Scritto per gioco, sì, all’inizio. Ma neanche tanto perché - in modo strano e dissacrante - parla d’amore, che è l’argomento più importante che conosco e, devo ammetterlo, la cosa che mi interessa di più.
Si intitola “L’amore può attendere”, che è una grande bugia.
L'amore può attendere - Il sole di Ibiza, il mare d’inverno e il gelo glaciale delle montagne di Daniele Mingucci Una discesa agli inferi ch















