Palazzo Tetta © Andrea Passon
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Palazzo Tetta © Andrea Passon
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Buon San Giovanni e buon guidesilio a tutti. Coincidenza più malvagia della storia.
Due ragazze hanno sbagliato epoca, ma la festa medievale per il compleanno di Sorella2 è comunque riuscita. E poiché l'abbiamo fatta in un bellissimo campeggio completo di tutto, abbiamo passato un weekend che sembrava una vera vacanza estiva...♥️
[Io sono la dama rosa, to be honest vorrei vestirmi ogni giorno così 🌸]
Simply Iconic By andrea_perego https://flic.kr/p/2r7JzAz
" C’erano stati terremoti; globi infuocati erano caduti dal cielo incendiando i tetti di paglia delle case; un drago terribile era apparso nell’aria uccidendo molte persone col suo fiato puzzolente. Il giorno dopo la gente cominciò ad assalire gli ebrei per le malefatte da loro commesse contro i cristiani. Frugando nella casa di un ebreo di nome Bananias si trovò in una stanza appartata, dentro lo scrigno in cui egli teneva denaro e segreti, una pelle di montone scritta dentro e fuori in caratteri ebraici, sigillata. Il cordone del sigillo era di seta color porpora. Il sigillo, d’oro purissimo, del peso di 19 fiorini fiorentini, era un crocifisso scolpito con molta arte, che raffigurava un ebreo o saraceno mostruoso in cima a una scala appoggiata alla croce, in atto di defecare sul dolce viso del Salvatore. Ciò aveva richiamato l’attenzione sullo scritto: due ebrei battezzati ne avevano esposto il contenuto. A questo punto Bananias, insieme ad altri sei correligionari in grado di leggere abbastanza bene l’ebraico, erano stati imprigionati e sottoposti a tortura. L’interpretazione che essi avevano dato dello scritto era stata più o meno la stessa («satis sufficienter unum et idem dicebant, vel quasi similia loquebantur»). Tre teologi cristiani l’avevano tradotta dall’ebraico in latino, con tutta la diligenza possibile. Di questa traduzione, Filippo d’Angiò dava il testo integrale.
Era una lettera, rivolta al gloriosissimo e potentissimo Amicedich, re di trentun regni (Gerico, Gerusalemme, Hebron eccetera), a Zabin sultano di Azor, a Sua Magnificenza Jodab di Aodon e Semeren, e ai loro viceré e coadiutori. A tutti costoro Bananias, con tutto il popolo d’Israele, dichiarava prosternandosi soggezione e obbedienza. Piú volte, fin dall’anno 6294 dalla creazione del mondo, Sua Maestà il re di Gerusalemme si era degnato, attraverso il suo intermediario il vicerè di Granada, di stringere un patto perpetuo col popolo ebraico, inviandogli un messaggio. In esso si riferiva che Enoch e Elia erano apparsi ai saraceni sui monte Taber, per insegnar loro la legge ebraica; in una fossa della valle del Sinai era stata ritrovata l’arca perduta del Vecchio Testamento, che successivamente era stata scortata con gran giubilo da fanti e cavalieri nella città di Ay; dentro l’arca erano state rinvenute la manna inviata da Dio nel deserto, ancora incorrotta, insieme alle verghe di Mosè e Aronne e alle tavole della Legge scolpite dal dito stesso di Dio; di fronte a questo miracolo tutti i saraceni avevano dichiarato di volersi circoncidere, convertendosi alla fede del Dio degli ebrei. Ad essi avrebbero restituito Gerusalemme, Gerico e Ay, sede dell’arca; in cambio, però, gli ebrei dovevano consegnare ai saraceni il regno di Francia e l’illustre città di Parigi. Appresa questa volontà del vicerè di Granada, continuava Bananias, noi ebrei escogitammo uno stratagemma astutissimo: nei pozzi, nelle fontane, nelle cisterne e nei fiumi versammo polveri confezionate con erbe amare e sangue di rettili velenosi, per sterminare i cristiani, facendoci aiutare lo quest’impresa dai lebbrosi, che avevamo corrotto con ingenti somme di denaro. "
Carlo Ginzburg, Storia notturna. Una decifrazione del sabba, Einaudi, 1989¹.
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🇮🇹 DUE PASSI NELLA STORIA
🇬🇧 TWO STEPS INTO HISTORY
🇮🇹 É una mattinata nuvolosa quando mi ritrovo per le vie di Soncino, piccolo borgo nel Nord Italia, cercando di raggiungere la Rocca Sforzesca per scattare qualche fotografia.
L'origine del borgo é molto antico e corre indietro nel tempo di quasi nove secoli.
Nato come insediamento medievale é al momento considerato come uno dei "borghi piú belli d' Italia" e devo dire la veritá, lo merita tutto!
Sulla strada per la rocca mi imbatto nella Pieve di San Giacomo, di stile romanico e rimaneggiata nel corso dei secoli.
Due leoni di fronte all' ingresso ne proibiscono quasi l' accesso, incutono rispetto solo a vederli.
Per essere un' edificio del XI secolo, nonostante sia stato ristrutturato parecchie volte, appare molto ben conservato e infatti é al momento la Chiesa principale del borgo.
Dopo aver scattato qualche fotografia lascio la Chiesa alle mie spalle e proseguo nel cammino.
Non faccio in tempo a svoltare l' angolo e mi ritrovo di fronte a una struttura antica e inusuale.
Un campanile a sette lati svetta in una delle viette che portano alla Rocca.
Di chiaro stampo medievale scopro che risale al XII/XIII secolo e fa parte del complesso della stessa Chiesa che ho fotografato poco fà.
Probabilmente, secoli fá, il complesso sacro doveva essere adornato da cortili e altre strutture, ormai perse nel tempo.
Proseguo e finalmente ecco la Rocca Sforzesca.
Costruita nel XVI secolo é una fortezza militare ancora del tutto integra, voluta dalla famiglia Sforza per mostrare ed esibire il potere della Lombardia rinascimentale.
Maestosa, di pianta quadrangolare, vanta quattro torri angolari, mura merlate e fossato difensivo.
Il tutto in condizioni impeccabili tanto che sembra di essere ripiombati indietro nel tempo...
Scatto le mie foto e torno verso la mia auto, sicuro di rivisitare di nuovo questo borgo alla scoperta di nuove cose da vedere e da visitare perché quello che ho visto é solo una parte delle meraviglie che questo luogo offre a chi lo visita.
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🇬🇧 It's a cloudy morning when I find myself in the streets of Soncino, a small village in Northern Italy, trying to reach the Rocca Sforzesca to take some photographs.
The origin of the village is very ancient and goes back almost nine centuries.
Born as a medieval settlement, it is currently considered one of the "most beautiful villages in Italy" and I must tell the truth, it deserves it all!
On the way to the fortress I come across the Parish Church of San Giacomo, in Romanesque style and remodeled over the centuries.
Two lions in front of the entrance almost prohibit access, they command respect just by seeing them.
For an 11th century building, despite having been renovated several times, it appears very well preserved and in fact is currently the main church of the village.
After taking some photographs I leave the Church behind me and continue on my way.
I don't have time to turn the corner and I find myself in front of an ancient and unusual structure.
A seven-sided bell tower stands in one of the streets leading to the Rocca.
Clearly medieval in style, I discover that it dates back to the 12th/13th century and is part of the complex of the same church that I photographed a little while ago.
Probably, centuries ago, the sacred complex must have been adorned with courtyards and other structures, now lost over time.
I continue and finally here is the Rocca Sforzesca.
Built in the 16th century, it is a military fortress still completely intact, commissioned by the Sforza family to show and exhibit the power of Renaissance Lombardy.
Majestic, with a quadrangular plan, it boasts four corner towers, crenellated walls and a defensive moat.
All in impeccable condition, so much so that it seems like we have fallen back in time...
I take my photos and go back to my car, sure to revisit this village again to discover new things to see and visit because what I saw is only part of the wonders that this place offers to those who visit it.
Corchiano
(a zonzo per i piccoli borghi del viterbese con mia figlia)