CANTO DIURNO
D'UN VENDITORE ERRANTE
DELLA RIVIERA ROMAGNOLA
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" Cocco bellooo
Cocco frescooooo
Spiedini di frutta, canditi
Venite signore, venite bambini
Cocco belloo, cocco frescoo
Non spingete !
Uno alla volta. Ce n’è per tutti !
Cocco bellooo, Cocco frescoo
Cocco per lui, cocco per lei
cocco pure per i gay "
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Da dove arrivi, non so
non l’ho mai saputo.
Anche da bambino
me lo chiedevo, curioso.
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Chi è quell'uomo che da anni
da secoli, forse
percorre instancabile
più volte al giorno
le spiagge, vestito di bianco
un secchio e un cesto per mano?
È una voce
che senti crescere da lontano
e dilagare e sovrastare
ogni altro suono o rumore
E’ un pò come un’onda
che arriva, s’avvicina
non puoi non vederla
non puoi evitare
che ti sommerga.
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Son passati decenni
e lui, imperterrito
continua a gridare
inarrestabile, infaticabile
insensibile al calore e alla fatica
Figura mitica?
Un titano in t-shirt?
Un Sisifo incatenato
da sentenza divina?
Ma quando poi l’estate declina
quando la spiaggia si farà deserta
quella voce, quella cadenza
quel titano in incognito,
dov’è che finisce?
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Come le rondini, emigra?
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