Aumento termico in Europa causato dal "Cold Blob"
Il ‘Cold Blob’ del Nord Atlantico causa davvero le ondate di caldo in Europa? Gli scienziati studiano tutte le possibili origini delle temperature estreme continentali, inclusa la presenza di una persistente macchia fredda nel Nord dell'Atlantico. Come spiega Fabio D'Andrea, direttore del Dipartimento di Geoscienze dell'École normale supérieure di Parigi, la teoria è fisica e plausibile, ma mancano ancora le osservazioni storiche per una conferma statistica definitiva.
Che cos’è esattamente il fenomeno del ‘Cold Blob’?
“Il ‘Cold Blob’, chiamato anche ‘Warming Hole’ (buco del riscaldamento), è un fenomeno anomalo che osserviamo analizzando le tendenze termiche globali. Il pianeta si sta riscaldando praticamente ovunque, ma non in modo uniforme. Esiste questa specifica zona del Nord Atlantico che non ha seguito il trend globale e che, anzi, ha registrato persino un leggero raffreddamento nel corso degli ultimi decenni.
Ci sono diverse spiegazioni al vaglio, ma quella ritenuta più probabile è il rallentamento della circolazione oceanica profonda, l'AMOC (Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica). Il rallentamento di questo nastro trasportatore oceanico comporta un minore trasporto di calore dai tropici verso nord e, di conseguenza, un deficit di riscaldamento localizzato in questa specifica regione”.
Perché se ne parla così tanto?
“È positivo che il dibattito sui media si allarghi ai meccanismi climatici, ma tutto ciò che riguarda il Nord Atlantico suscita da sempre un interesse speciale, forse perché tocca l’Europa molto da vicino. Ci troviamo in un lungo periodo di forte aumento delle temperature estreme e delle anomalie estive nell'Europa occidentale. Per questo motivo la ricerca analizza ogni potenziale causa dinamica, comprese quelle remote. I fenomeni che si verificano nell'oceano Atlantico, pur essendo distanti, guidano il meteo europeo. L'obiettivo attuale è capire se l'escalation di questi estremi estivi sia in parte riconducibile anche a tali variazioni oceaniche”.
Esiste un chiaro legame tra il ‘Cold Blob’ e le ondate di caldo che colpiscono l’Europa?
“È uno dei temi più caldi al centro del dibattito scientifico: c’è chi ipotizza una correlazione diretta e chi sostiene il contrario. Ed è esattamente così che procede la scienza. La teoria principale suggerisce che la presenza di acque superficiali più fredde del normale favorisca la formazione di aree di bassa pressione stazionarie, le quali vanno ad alterare l’ondulazione della Corrente a Getto (Jet Stream).
Il Jet Stream non segue una traiettoria rettilinea, ma presenta dei meandri e si sposta verso nord o verso sud proprio come il letto di un fiume. Dal punto di vista matematico, trattiamo questi meandri come onde atmosferiche. Quando uno di questi meandri si spinge molto a sud, la corrente risale successivamente verso nord in modo repentino, delimitando una configurazione di blocco. La persistenza di acque fredde in Atlantico può stimolare questa precisa dinamica, favorendo la nascita di una solida area anticiclonica (di alta pressione) stazionaria sull'Europa occidentale. Si creano così le cosiddette situazioni di blocco, che la stampa definisce comunemente ‘cupole di calore’ o heat domes”.
L'anomalia termica del Cold Blob nel Nord Atlantico. Fonte: Wikipedia Si tratta però ancora di una teoria scientifica. Perché?
“Perché la statistica non offre ancora certezze. Ciò che osserviamo è che in alcuni casi – ma non sistematicamente – quando si verifica una forte ondata di caldo in Europa è presente questa alterazione nella circolazione atmosferica del Jet Stream legata all'oceano. Poiché questo schema non si ripete in modo identico ogni volta, le prove empiriche non sono ancora considerate sufficientemente solide. Parliamo di modelli che hanno una chiara plausibilità fisica, perché poggiano sulle leggi della dinamica dell'atmosfera, ma la loro validazione definitiva attraverso le serie storiche di osservazione richiede ancora tempo e dati”.
Ci sono altre cause note che spiegano il riscaldamento accelerato dell’Europa?
“Questo aumento termico così marcato ed evidente nell'Europa occidentale riusciamo a spiegarlo solo parzialmente. Una quota importante è dovuta banalmente al fatto che l'intero pianeta sta accumulando calore. Oltre a questo, sappiamo che le terre emerse rispondono ai cambiamenti termici molto più rapidamente degli oceani.
L’Europa ha poi una sua particolarità storica: la forte riduzione dell'inquinamento atmosferico da aerosol antropici ottenuta negli ultimi decenni. Meno particolato in aria significa che la radiazione solare viene riflessa in misura minore verso lo spazio, aumentando l'energia che scalda direttamente la superficie. I modelli climatici attuali riescono a riprodurre questa accelerazione e prevedono l'aumento delle ondate di calore, ma tendono stranamente a sottostimarne la reale intensità sul campo. Ci sono sicuramente altri tasselli nella dinamica atmosferica che stiamo ancora studiando”.
“Questo articolo ha beneficiato dell’assistenza di Gemini, un modello linguistico AI”















