[[ 𝔸𝕦𝕝𝕒 𝕕𝕚 ℙ𝕠𝕫𝕚𝕠𝕟𝕚 ]]
ᴍᴀʀᴄʜ 1977
ʟᴜᴍᴀᴄᴏʀɴᴏ & Jacqueɭine
ʀᴏʟᴇᴘʟᴀʏᴍᴇᴍᴇ: ❝ ᴘᴇʀᴄʜÉ ᴄɪ ʜᴀɪ ᴀʙʙᴀɴᴅᴏɴᴀᴛᴇ? ❞
Lumacorno
«Suvvia, suvvia Miss Bulstrode, non sia così drammatica!»
Si avvicina con una certa premura al tavolo dove la giovane ragazza e altre due compagne stanno preparando una semplice mistura, un ripasso sulla Pozione Corroborante che la giovane studentessa ha già dimostrato di saper preparare da tempo.
Butta un'occhiata scettica al calderone, nonostante tutti i bei pensieri del mondo, valutando cosa c'è che non va. Ormai l'ha vista preparare in così tante salse da capire a primo colpo d'occhio dove giace l'errore!
«Troppo sangue di salamandra, temo. Niente di irreparabile.»
Estrae la bacchetta e ripulisce il calderone, aiutando le ragazze a rimettersi al passo così che non rimangano indietro rispetto ai compagni. Come già sottolineato, questo è solo un ripasso in previsione dei G.U.F.O.
Forse è proprio questo il problema che affligge la studentessa bionda. Lui le ha messo gli occhi addosso da diverso tempo, pensando che potrebbe inserirla nel suo club privato, ma deve ancora dimostrargli qualcosa.
«Non si preoccupi per gli esami, signorina Bulstrode. Sono convinto che sarà brillante come sempre. Mi aspetto di vederla di nuovo in questa aula in prossimo anno.»
Per farlo, la ragazza dovrà raggiungere una O, ma Lumacorno non dubita sul fatto che possa riuscirci. Ha visto tanti studenti lavorare sulle pozioni nella sua vita e lui comprende chi è portato e chi no da come impugna il mestolo il primo giorno!
Jacqueline
L’insegnante, con i suoi modi pacati, riesce a tranquillizzarla. Jacqueline è felice sia subentrato lui, al docente dello scorso anno. ‹‹ Non facciamo mettere più nulla a Spencer ›› bisbiglia, all’orecchio della sua amica Sharon. È piuttosto sicura sia stata lei a compromettere la mistura. Ed è un dramma! Lumacorno ha intuito il giusto: a crucciare la giovane sono i G.U.F.O. e come può pensare di superarli se non verifica di essere in grado di prepararla? E, soprattutto, come può accertarsene se una delle sue compagne di lavoro continua a sabotare - involontariamente - la pozione? ‹‹ Lo spero professore ›› si passa una mano sulla fronte, preoccupata; scacciando all’indietro una ciocca di capelli. Sharon ha riso alle sue parole di prima, ma non deve averla presa sul serio perché, con uno scatto fugace, Jacqueline si ritrova a superare la compagna con il braccio e ad afferrare il sacchetto ripieno degli artigli di grifone - prima che la Tassorosso del misfatto possa lanciarne una manciata nel calderone. ‹‹ Tra un attimo, questi ›› le spiega in uno sbuffo, esternando tutto il suo nervosismo nel poggiarli sul tavolo; difronte a sé, ora. Più tranquilla torna a rivolgersi all’uomo. Il pensiero che possa aver fatto una brutta impressione non la sfiora neppure, quando, con viso angelico, posa lo sguardo su di lui. ‹‹ Fuoco basso adesso, giusto? ›› incerta, si porta il dito indice alla bocca, mordicchiandone la punta dell’unghia.
Lumacorno
Lumacorno osserva con attenzione le tre ragazze al lavoro, ma senza giudizio. Ah, che bella la gioventù! Non esistono posizioni così tanto forti - legalmente parlando - da restituire a Horace la forza d'animo di un adolescente. Certo, il corpo può venir mutato in molti modi, molti dei quali utilizzando artefici assai compromettenti, ma la mente una volta che ha assorbito l'esperienza di una vita intera non può venire modificata. Tranne in buoni casi di obliviazione, ma questo è un altro discorso. «Esatto, signorina Bulstrode. Non bisogna mai avere fretta in queste cose. Fuoco basso e perseveranza. Mi raccomando gli artigli di Grifone. Vanno polverizzati col mortaio. Posso?» Fa passare davanti alle giovani la larga manica del mantello, che rischia di prendere fuoco quando la avvicina un po' troppo al fuoco che arde pacifico sotto al calderone. Ritira le braccia per arrotolare la stoffa e poi chiede alla studentessa gli artigli. «Un piccolo trucchetto che ho imparato con gli anni è quello di comprimere e non 'pestare', se mi spiego bene. Non alzate mai il polso, usate lo strumento direttamente a contatto con il contenitore, facendo compiere delle piccole ma decise rotazioni del polso. Così facendo non comprometterete la consistenza della polvere e ci metterete molto meno tempo ed energia.»
Jacqueline
‹‹ Oh? Certo certo ›› frettolosa, indietreggia; timorosa d’essere d’intralcio. È con aria sognante che osserva i suoi movimenti esperti; avida d’apprendere e ripetere quell’insegnamento che, lì per lì, ha un'aria così confidenziale. Non fa parte del Lumaclub, e probabilmente non ne farà mai parte, tuttavia, ugualmente, non potrebbe essere più felice del trattamento che sta ricevendo - assieme alle sue compagne. Quando richiesto, porge gli artigli di grifone con tutto il sacchetto; di modo che sia lui a prenderne il quantitativo adeguato. Un lieve rossore, immediatamente, va a colorare le sue gote perché - ancora, per via della fretta - rischia di far prendere la tangente al contenuto. Divaga 𝑎𝑏𝑖𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 borbottando qualcosa; riesce a diventare una totale imbranata in presenza di adulti che desidera compiacere. ‹‹ Uuuh! ›› È estasiata da quel trucchetto. Lei in effetti era solita pestare. Si ripromette di procedere con il nuovo metodo, d’ora in avanti. Specie perché più semplice. Le braccia le dolevano sempre dopo pozioni. Oltre a trarne sollievo, dall'ultima spiegazione rimane anche incuriosita. Riflette un attimo prima di porre la domanda che l'attanaglia; indecisa se sia il caso chiedere o meno. ‹‹ Compromettere? Pestando qual è il pericolo? Che venga troppo fine? ››
Lumacorno
A Lumacorno è sempre piaciuto molto il modo in cui gli studenti davvero interessati alla sua materia iniziano ad applicarsi a dovere, quando gli viene insegnato anche il più piccolo dei trucchetti. Non tutti sono portati per questa materia, no. Servono persone intanto pazienti, che saranno rispettare i tempi di cottura e di addensamento. Poi la precisione è un fattore non trascurabile. Anche un milligrammo di troppo o un ingrediente trattato non adeguatamente trattato può essere fatale per la realizzazione dell'impresa. ...O del pozionista amatoriale, alle volte. Naturalmente questo non è il caso. La soluzione corroborante è assolutamente innocua e di fattura relativamente semplice. Entro la fine del settimo anno tutti coloro che decideranno di proseguire gli studi con lui saranno capaci di prepararla senza quasi pensare. «Compromettere? Assolutamente no, signorina Bulstrode. Semplicemente si parla di una pessima agglomerazione.» Finisce di triturare gli artigli e sistema un foglio di carta sotto al contenitore. Versa la polvere e poi, piegando il foglio, la aggiunge molto lentamente alla pozione. «Vedi? Come scende? Sembra sabbia del deserto. Se fosse stata testata, si sarebbe agglomerata e non avresti potuto controllare che la polvere fosse così sciolta. Ricorda: Tutto ciò che è compatto fa grumi!»
Jacqueline
Pessima agglomerazione. Jacqueline prende appunti mentalmente. Non è certa di aver capito appieno il significato, dunque controllerà sui libri più tardi e riciclerà l’espressione per farsi vedere istruita; con Susan magari, che quella crede sempre di essere la migliore in pozioni.
Convinta di aver continuato a seguire il professore, si sorprende a trasalire quando l’uomo le si rivolge. “ Vedi? “
In un nano secondo il cervello le va in cortocircuito. Pensieri carichi di preoccupazione si sovrappongono l’uno all’altro. “ Vedo, vedo cosa? Che ha fatto? ”
Come detto però è una frazione di secondo e, come colpiti da un aresto momentum, i pensieri rimangono sospesi, quieti, non appena apprende che deve volgere le sue attenzioni al composto sabbioso ottenuto. Non ha perso nulla dopotutto, si tranquillizza. Ha avuto solo qualche minuto di smarrimento.
‹‹ Mhh-mhh ›› annuisce pimpante. Agglomerazione, ancora quella parola, farebbe meglio a scriversela veramente. E infatti, innocuamente, scribacchia la parola a matita, sulla pagina con su scritto il procedimento della pozione corroborante. Visto che c’è, appunta anche “comprimere”.
‹‹ Grazie mille professore, ci ha salvate ›› finalmente soddisfatta, chiude il libro con dentro la matita e lo poggia sul tavolo. Un sorrisone le illumina il volto. Neppure Spencer ora riuscirebbe a danneggiare nulla.