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Do actions agree with words? There’s your measure of reliability. Never confine yourself to the words.
Hai mai pensato a cosa vuol dire la parola "confine"?...
... Confine deriva dal latino CUM FINIS, ovvero finire insieme. È il punto esatto in cui due persone, due territori smettono di essere "quello che erano fino ad un attimo prima" e diventano tutt'uno, un corpo solo, un territorio non segnato su una mappa, una terra di nessuno inverginata dalla purezza, dalla profondità. Quello che i Romani chiamavano "LIMES", un solco, una linea, un patto, il Rispetto per il mio e il tuo sangue, un'unica linea di sangue che scorre nello stesso momento in due ventri diversi contemporaneamente nell'odore dell'estasi. Il confine in fondo è un luogo in cui due mondi, due corpi, due Anime "passano la soglia del MIO" per diventare il MIA/O dell'Altro/a. Chi conosce bene il proprio confine lo supera abitando l'Altro e non vive tra due anime ma abita in due anime. Chi conosce bene il confine non si sente né da una parte nè dall'altra. Il Confine è il territorio delle Anime complici quelle che si tendono le mani l'un l'altra, quelle che si chiudono a cerchio come in un TAO, quelle che si sono scelte, quelle che "porto un pezzo di te dentro me", quelle che hanno chiuso il mondo intero fuori, ma hanno scelto di aprirsi all'Altro, dentro, in quel posto troppo buio e ostico per gli altri che per l'Altro è casa.
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BLACKLOTUS
Day 9 - Confine
“Anche oggi cercheremo una breccia. Una parola che ci possa salvare e che ci tenga in bilico sul confine ideale
tra realtà e fantasia potrà,
anche se per poco,
cangiare l'esistenza.”
— Eugenio Montale
Mi sveglio al limite estremo dell'oscurità; una notte infinita mi precede e un sottile languore crepuscolare mi separa dalle tenebre. Sono appena nato; in teoria sono il depositario di tutte le possibilità che la lenta crescita del crepuscolo verso la dimensione del giorno può offrire; ma ora il mio destino è in questo lento dipanarsi della notte, in questo paziente spargersi della viscosità dell'assenza di luce, da cui emergo. Anche se non vedo ancora nulla, a causa dell'eccessiva grossolanità del mio corpo, di questa brevità di carne che non si purificherà mai della sua nascita dalla notte, so di essere circondato da forme adulte, amichevoli ed eccitate, ma che non conosco e per molto tempo non saprò distinguere dalla notte. Sono in un letto enorme, di cui non oso tentare i confini, e che forse non ha confini; un letto di tenebre, da cui emergono presenze filiformi di tenebra; con orrore mi rendo conto che una mano notturna sta frugando nel mio corpo gemente. So anche che io, fragilissimo, sono gravato da un potere tanto grande quanto inutile, perché tutto il mio rancore è destinato al corpo invalicabile e incontaminato della notte.
Giorgio Manganelli