Concetti chiari e meno chiari 🌝🌚
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Concetti chiari e meno chiari 🌝🌚
1 month challenge, day 15, zora ideale.
Look Tumblr, look what you’ve done to me
My Black Clover phase is B A C K
Shame on you
Come immagini la tua ragazza ideale? Vuoi innamorarti? Sei bella.
Ciao baletta grigia!
Prima di rispondere, procedo con una domanda rivolta a tutti coloro che leggeranno: ma anche voi ricevere le domande con una parola per riga? Che bug fastidiosissimo è?
Ritorniamo a noi. Esteticamente parlando, la mia ragazza ideale esiste solo nel mondo dell'intelligenza artificiale, tipo quella che hanno contatto su Instagram sportivi rinomati. Nella realtà, l'unica persona che si avvicina a ciò è Angelina Jolie. Tutto ciò perché ho un debole per le more con occhi chiari.
Nella realtà dei fatti, quello che mi interessa è che abbia un bel viso, un bello sguardo e una bella voce.
Chi non vorrebbe innamorarsi? È bellissimo sentirsi innamorati.
In un mondo ideale, volere = potere.
Nella realtà, le cose sono un po' diverse.
“Anche oggi cercheremo una breccia. Una parola che ci possa salvare e che ci tenga in bilico sul confine ideale
tra realtà e fantasia potrà,
anche se per poco,
cangiare l'esistenza.”
— Eugenio Montale
Ultimamente è nata questa sorta di impossibilità di dire quello che si pensa se si è contro la chirurgia estetica, perché sennò sembri quello che non è al passo coi tempi e che giudica le scelte altrui e che non sbandiera il motto della salute a tutto tondo della persona.
Benissimo, a me non me ne fotte un cazzo e dico che sono assolutamente contraria alla chirurgia estetica. Ma non per i motivi che si possono pensare.
La chirurgia viene spesso vista come l'ultima spiaggia riguardo un sentimento permanente di disagio rispetto a quello che si considera un importante difetto. Dopo la chirurgia, ci si sente meglio. Ma perché?
Perché abbiamo deciso di soccombere a un imperativo sociale, che non è solo quello di essere belli e performare la bellezza costantemente (vedi le donne), ma anche all'imperativo di non avere il diritto di essere diverso.
Chi lo ha deciso che il naso alla francese è più bello di uno ad uncino? Chi lo dice che la calvizie è più brutta dall'avere i capelli? Chi lo ha deciso che una ragazza deve sentirsi meno perché non ha il seno? Lo dice l'ideale estetico. Ma un ideale, può mai rapportarsi alla realtà? No.
Gli ideali sono creati dagli uomini e certamente hanno una base di realtà e certamente ci sono persone che ci si avvicinano di più. Ma il rischio di normalizzare la chirurgia estetica è quello di avvicinarci tutti all'ideale appiattendo la varietà dei singoli esseri umani, appiattendo la variabilità del proprio corredo genetico che ci rende quelli che siamo.
Io sono il mio neo sul labbro, sono i miei occhi castani, il mio naso, il mio seno e il mio sedere. Senza questi io non sarei più io.
Il fulcro è che il disagio non va combattuto cambiando i propri connotati estetici. Uno perché la società non si deve permettere di avere questo potere sul singolo individuo e due perché il disagio si combatte con l'accettazione.
Se ti accetti dopo la chirurgia, direi pure grazie al cazzo. L'accettazione deve avvenire nonostante la chirurgia, nella comprensione del proprio essere sé nelle proprie caratteristiche fisiche. Se non ce la si fa, la soluzione non è la chirurgia ma la psicoterapia (questa sconosciuta). Perché ripeto, ricorrere all'intervento vuol dire alzare la bandiera bianca e ammettere una sconfitta totale di fronte a una società che ci vuole belli, perfetti, performanti, ideali e pure estetici. Direi un po' troppo.