21.10.19
E ti sei alzato, con uno scatto, dal divano... hai preso le sigarette in maniera nervosa. Hai aperto il pacchetto e ne hai sfilata una, l’hai accesa e velocemente sei andato al balcone.
È calato il silenzio, ma non un silenzio qualsiasi, quel silenzio assordante. E lo sai , che ormai riconosco i tuoi silenzi, ci sono quelli dolci, ma ci sono anche quelli pericolosi... e sono quelli di quando attacchi a pensare, senza limiti.
Sono quelli che fanno più paura, perché non sono nella tua testa, e non lo so, non lo so cosa ti passa là dentro. Che pensieri hai. E non mi hai più guardata negli occhi, non mi hai più guardata.
Sei andato in bagno, ti sei lavato la faccia e sei tornato, sempre in silenzio... e non sai quanto frastuono invece io sentissi nella mia testa.
Un rumore assordante, mille parole che si accavallavano senza darmi tregua. Ti guardavo, come si guarda la persona a cui più si tiene, ma mi hai ignorata buttandoti sul letto, farfugliando qualcosa tra i denti.
Hai preso il telefono, poi mi sono alzata, allora si che mi hai guardata. Mi hai fatto una radiografia, mi sono seduta accanto a te, allora si che mi hai sorriso.
Mi hai guardato come si guarda qualcosa che non si capisce ma senza la quale non si può stare.
E dentro si è acceso qualcosa, come se avessi acceso un interruttore.
Ci siamo guardati, con quello sguardo silezioso, ma che dice tutto. Con quello sguardo intenso, che accende il fuoco dentro. Ci siamo guardati... e abbiamo capito tutto.



















