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Morgan sbatte la porta e abbandona Amici di Maria De Filippi
Era solo questione di tempo. Dopo furibonde liti con gli allievi, il pubblico, e persino con i giudici, Morgan ha abbandonato Amici. Chiaramente l’ha fatto sbattendo la porta, in polemica con tutti. Un finale scontato, indubbiamente annunciato (almeno se si tiene conto del fatto che urla, malumori e scenate erano all’ordine del giorno). E questa non è certo la prima volta: ricordiamo tutti l’addio scoppiettante a un altro talent tv, X Factor. «Sono purtroppo costretta a confermare le voci che annunciano l’uscita di Morgan da Amici. È vero e lo considero un mio fallimento», dice Maria De Filippi in un lungo mea culpa. Lei che, determinata come sempre, pare che fino all’ultimo abbia tentato di cercare una soluzione. L’idea era questa: «svincolare l’artista dagli obblighi che servono a far andare avanti la macchina organizzativa. E svincolare i ragazzi dalla regola che vuole che il coach decida in accordo con la produzione, i brani da assegnare, i pezzi da schierare e poi il nome di chi, in caso di ko nella sfida con i blu, debba affrontare il ballottaggio e poi magari anche l’abbandono del programma».
La proposta, ovviamente, è stata rigettata, dato che Marco Castoldi non si è nemmeno palesato al summit di pace voluto dalla conduttrice. «Dopo una lunga attesa di un incontro con gli autori e con chi gestisce la produzione, tutto è degenerato. Da lui sono partiti gli insulti, le accuse, le teorie complottiste e persecutorie, fino alla ovvia e necessaria risoluzione degli impegni reciproci. Peccato», dice la De Filippi. A quanto pare, a far degenerare tutto è stata la registrazione della nuova puntata del serale (che andrà in onda il 15 aprile). Maria, durante le riprese, si è dovuta anche improvvisare coach della squadra bianca di Morgan. Questo perché il musicista, dopo l’ennesima sfuriata con uno dei suoi allievi, ovvero Mike Bird, si è alzato dalla sedia e ha lasciato lo studio. Ma “the show must go on”, sempre e comunque. E così è stato. Fine dei giochi.











