Humanity and Art: Creation of Ibrahim Malla
Humanity and Art: Creation of Ibrahim Malla - Inspired by Vincent Van Gogh
"... fonde l’umanità della fotografia con l’arte dei colori di Vincent Van Gogh, in un dialogo sincero tra luce e ombra, vita e speranza. Le immagini raccolte da Ibrahim Malla non sono semplici istantanee di realtà difficili, ma finestre vibranti su storie di resilienza e umanità, capaci di trasformare il dolore in bellezza, proprio come i toni intensi e suggestivi che Van Gogh ha saputo donare alle sue opere.
Il ricco uso cromatico, ispirato alle pennellate del celebre artista, ci invita a vedere il mondo da una prospettiva nuova, dove ogni sfumatura racconta una storia di coraggio e solidarietà. Queste fotografie ci trasportano in luoghi lontani e sconosciuti, dove le difficoltà si intrecciano con la speranza, e dove l’arte diventa il linguaggio universale che unisce le persone al di là delle barriere.
In un’epoca in cui il nostro impegno civile e umano risulta più che mai indispensabile, il lavoro di Malla ci ricorda l’importanza di dare voce a chi spesso resta inascoltato. Il suo sguardo attento, capace di cogliere la luce anche negli angoli più oscuri, è un invito a guardare oltre le apparenze, per riscoprire la bellezza nascosta in ogni gesto di solidarietà."
Una mostra bellissima è stata inaugurata oggi, 4 aprile, nella chiesa del Sacro Cuore a Solbiate Olona. “Humanity and Art” è l’esposizione di Ibrahim Malla, fotografo umanitario siriano e italiano, Ambasciatore di buona volontà per la Croce Rossa della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, della Croce Rossa Ecuadoriana e della Croce Rossa Armena, medaglia d’oro all’Onore della Croce Rossa Armena e medaglia d’argento al merito della Croce Rossa Italiana.
L’artista è partito dalle sue fotografie, quelle che ha scattato ai volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa in tutto il mondo (Siria, Armenia, Bosnia, Ecuador solo per citare alcuni Stati), e agli ultimi della Terra, e le ha parzialmente rielaborate conferendo loro colori e pennellate alla Vincent Van Gogh. I primi, i soccorritori, sono rimasti così come erano stati immortalati, mentre ad essere ridipinti sono stati coloro che venivano soccorsi.
Questo perché il fotografo originario di Damasco ha voluto lasciare “reali” gli operatori per sottolinearne l’impegno reale e concreto che porta colore, valore e gioia alle persone aiutate.
Anche la scelta dell’arte del pittore olandese non è un caso. Malla ha spiegato di essere stato ispirato da Van Gogh perché quest’ultimo, pur nelle difficoltà, ha sempre avuto uno sguardo positivo sull’umanità. I suoi celebri quadri sprizzano colore e vitalità. Il messaggio del fotografo umanitario è di speranza, la speranza dell’umanità che non si arrende e che trova la forza di sostenere e sostenersi. Anche nelle situazioni più buie infatti l’umanità riesce ad emergere.
«Dove c’è l’umanità c’è felicità, colore e amore» ha affermato Malla.
«La fotografia è un’arte, lo dico sempre – ha aggiunto – e in questa mostra lo faccio vedere ancora di più, concretamente».
Oltre alle opere in sé, e al grande lavoro dietro di esse, non si può sottacere anche la suggestiva cornice in cui l’esposizione è stata collocata, la chiesa detta del Sacro Cuore. I lavori sono stati disposti a semicerchio, con al centro quella che Malla definisce “la mia Monnalisa siriana”, la foto di una bimba che è stata autografata da Papa Francesco. Anche la disposizione voluta da Malla non è stata frutto del caso: proprio alle 17, l’ora dell’inaugurazione della mostra, il sole entrando in chiesa ha battuto, illuminandolo, proprio su quel volto di bambino posto al centro dell’edificio.
All’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Solbiate Olona e grazie alla Parrocchia S. Antonino Martire e al Gruppo Artisti Solbiatesi, sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Lucio Ghioldi e l’assessore alla cultura Giada Martucci, oltre a Silvia Elzi, moglie dell’artista e traduttrice.
Hares Magrdzija della Croce rossa bosniaca, coordinatore per il sostegno ai migranti, ha sottolineato come «dietro queste persone e foto ci sono le loro storie, i loro desideri, le loro necessità, non sono numeri».
di Maria Giulia Porrello de IlBustese.it














