Una raccolta di poesie ma anche un libro che letto al contrario - dalla fine all’inizio - racconta una storia d’amore.
Fra le crepe di un cuore : Trento, Elisa: Amazon.it: Libri

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Una raccolta di poesie ma anche un libro che letto al contrario - dalla fine all’inizio - racconta una storia d’amore.
Fra le crepe di un cuore : Trento, Elisa: Amazon.it: Libri
Non voglio che passi
come son passate tutte le persone,
come passano le stagioni
e il tempo che non si può afferrare.
Io voglio afferrarti,
non voglio tu sia un altro graffio;
non voglio tu sia un altro addio.
Raccoglieremo insieme i petali
dei nostri sentimenti appassiti.
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Ho passato una o due notti con lei
a non dormire, mi giravo nel letto,
giravo per la casa
e il suo sonno non mi calmava.
Ho spento chissà quante sveglie
odiandole di non essere
le tue carezze sul mio viso.
Ho aperto balconi chiedendomi cosa stessi facendo,
mentre pensavo che sarebbe stata
un'altra giornata a sentirti mancare
e a litigare con qualcuno che non eri tu.
Quante sere mi sono fermata dopo lavoro
per truccarmi e farmi carina
per venire dove c'eri tu
a prendermi un tuo sorriso,
un tuo abbraccio,
tu che non guardavi i miei messaggi
ed io che ti vedevo al bar con un'altra.
Lei che mi guardava male,
tu che sembravi ignorare i miei occhi.
Quante volte ho pensato di voler baciarti,
mentre mi raccontavi delle tue vacanze
mentre ti lamentavi della musica, della fame,
dell'ora tarda e del lavoro il mattino seguente,
mentre io volevo solo baciarti e
farti tacere che l'alcool
faceva la lotta con la mia stanchezza
e m'ingelosivo di chiunque posasse
lo sguardo su di te.
Quante notti piango ancora,
come quella sera in cui ti ho cercato
perché sentivo di non voler
nessun altro accanto.
Quante notti ancora mi perdo,
tu che ti presenti di fronte casa
e mi fai ridere fino ad addormentarmi.
Io che con te non fumo quasi più,
non giro più la notte,
che se ci sei tu
gli unici viaggi son sogni
che poi al risveglio nemmeno ricordo.
Così, stasera questi pensieri mi hanno assalito
così tutto d'un tratto, fino a togliermi il fiato.
Per finire a pensare alle mie lacrime
sulle tue mani mentre
a voce bassa mi chiedi
"dove vorresti andare? Lontano da qui, dove?",
e le tue carezze son fonti d'energia
che indeboliscono ogni mio mostro.
M’incuriosiva di già
il modo in cui stavi distante ma i tuoi occhi miravano solo a me,
con quell’aria un po’ persa che spesso ho anch’io.
Ho pensato che fra te e me potesse nascere un amore
come fra l’erba e la terra nasce un fiore.
M’incuriosivi di già.
I N S T A G R A M
Elisa.
Prima di conoscerti
avevo deciso di chiudere quel rapporto,
starmene sola e consumarmi dentro al mio libro.
Convinta di non poter più provare nulla per niente e nessuno,
se non il dolore e la rabbia contro il mio cuore disintegrato.
E mi son fatta forte per rimanere in piedi, nonostante i suoi colpi
nonostante i colpi di tutti quelli che mi circondavano,
nonostante le voci, le dicerie, le critiche.
Ma tu,
sei arrivata in un momento di rivoluzione per me.
Dove la mia routine s’è completamente rigirata,
dove il mio tempo libero scarseggia,
dove la stanchezza mi toglie dalla scrittura,
e tu
con quel tuo sguardo intenso
e quella complicità particolare fin dal primo incontro
hai saputo catturare un po’ di me.
Ti stai facendo spazio,
non lo so cosa stia crescendo
e non lo so se mai riuscirò a provare davvero quell’amore profondo
che già ho provato fino ad incenerirmi l’anima,
ma ti stai facendo spazio fra queste ceneri.
E ti prendi le mie risate durante l’aperitivo del sabato,
ti prendi il tempo delle mie sigarette durante le serate,
ti prendi i miei sguardi in mezzo alle persone,
ti prendi le mie mani come in quest’ultima domenica,
ti prendi le mie carezze mentre la luce della candela t’illumina il viso.
Ti stai prendendo me,
io non so se scapperò per paura di ferirmi
o per paura di ferirti,
ma tu continua a prendermi un po’ di più.
Che in mezzo a tutta questa nuova routine,
fra tutti questi cambiamenti,
ti stai rivelando il miglior sconvolgimento.
Elisa.
È un dolore sopportabile,
ma è pur sempre dolore.
Forse un cuore spezzato non è così un male:
dopo la prima atroce volta,
atroce non riesce più ad essere.
Solo un fastidio, un misto di rimpianto
e d'amore che s'era cominciato a provare.
Solo qualche battito in più da dimenticare,
solo un frullato di ricordi da disintegrare
e mandar giù tutto d'un sorso.
Quanto brucia,
come lava fra le crepe di 'sto cuore
che tanto diverso non sarà, d'ora in poi,
da un vulcano ormai spento.
Raccontami
di quanto t'ha svuotato l'amore che hai provato,
che t'hanno insegnato che per fare l'amore
ci vuole forza e non è vero,
forse serve più il coraggio.
Elisa.