Recensione 2 - “Un karma pesante” di Daria Bignardi
Autore: Daria Bignardi
Titolo originale: Un karma pesante
Anno: 2010
Tipo di opera: Romanzo
Edizione utilizzata per la lettura: Edizione Mondadori
Brevi cenni sull’autrice: nata nel 1961, giornalista, conduttrice e scrittrice italiana.
Giornalista in attività dagli anni ottanta, esordì in Rai con Gad Lerner nel 1991 nella trasmissione Milano, Italia. Nel 1995 lavorò in Mediaset, diventando conduttrice, tra l'altro, di talk show di costume e reality show, tra i quali Tempi moderni e Grande Fratello. Su LA7 condusse Le invasioni barbariche, talk show dedicato a interviste di personaggi della politica, dello spettacolo e della cultura. Come giornalista ha collaborato con Vanity Fair, ha diretto Donna dal dicembre 2002 al marzo 2005 e nel 2009 ha esordito come scrittrice (i suoi romanzi sono tutti editi Mondadori). È stata direttrice di Rai 3 dal 18 febbraio 2016 al 26 luglio 2017.
Curiosità della giovinezza: dopo un periodo di studio e lavoro a Londra nel 1984 si trasferì a Milano, dove collaborò con il settimanale Panorama. Nel 1988 entrò a Chorus, mensile di Leonardo Mondadori.
Altre opere di successo: “Non vi lascerò orfani”.
Trama dell’opera scelta: Eugenia Viola è una donna di quarant'anni, regista di successo che nel romanzo ripercorre la sua vita. È nata a Verona, dove trascorre l'infanzia e la prima parte dell'adolescenza, ma ne fugge quasi ogni weekend per andare a Venezia con il pretesto di andare a trovare gli zii.
A soli tredici anni Eugenia legge Il demone meschino di Sologub, restandone affascinata; in seguito comincia a frequentare compagnie legate al mondo della droga (si fidanza con "Il Conte", pusher del quartiere), ma a diciotto anni si trasferisce per alcuni mesi a Londra dopo aver saputo che il padre è malato di cancro. Tornata in Italia per assistere il genitore negli ultimi giorni di vita, Eugenia comincia a lavorare nel mondo della pubblicità presso alcune agenzie milanesi grazie all'aiuto dell'amica Adriana.
Quasi per sfida a sé stessa, Eugenia gira uno spot di una pomata contro le emorroidi e dopo aver preso coscienza del successo ottenuto comincia a credere di essere tagliata per fare la regista. E’ così che parte alla volta degli Stati Uniti su suggerimento di Rossana Kamuranis, ricca moglie di un noto produttore conosciuta per caso nel bagno del Festival della Pubblicità a Cannes.
Alla vita professionale in crescita, Eugenia non riesce tuttavia ad affiancare a vita sentimentale sana: si trova coinvolta in varie relazioni nessuna delle quali risulta essere quella definitiva; la svolta arriva quando si sposa con Pietro Lagrecacolonna dal quale avrà le due figlie Rosa e Lucia.
Stile: Lo stile è frammentario, caratterizzato dall’uso della prima persona, e ha come caratteristica principale il flusso di coscienza, che rende in alcuni tratti cupo il romanzo – soprattutto nelle parti che descrivono l’ansia della protagonista.
Commento alla storia: Ricordo di aver comprato questo libro nel 2010, un mese dopo la sua uscita; non ricordo bene perché lo feci, ma ricordo che il titolo mi attirò molto; in quel momento vivevo un periodo particolare, ero in prima liceo classico e avevo cominciato a odiare le mie compagne di classe, poiché non mi sentivo molto a mio agio fra di loro, anzi, in realtà non lo ero mai stata: una classe di quasi sole donne, che non facevano altro che lanciarsi frecciatine l’una con l’altra, fingendosi poi le migliori amiche di sempre.
Credo di essere sempre stata allergica all'ipocrisia.
Comunque, tornando al racconto, non posso dire di averlo trovato particolarmente avvincente (tutt'altro, la storia non sembra degna di nota, in quanto riportata come semplice flusso di eventi anche abbastanza comuni) o di essermi riconosciuta nella protagonista, Eugenia Viola.
Tuttavia, forse proprio il flusso di pensieri che la Bignardi aveva immesso nel suo profluvio di parole, sembrava rappresentare alla perfezione il mio stato d’animo del momento: il karma pesante di Eugenia era il mio, le sue insicurezze le mie, le sue attitudini le mie; non erano miei i suoi modi di pensare e reagire, eppure, quelle situazioni in cui veniva coinvolta la protagonista sembravano così verosimili da sembrare naturali (ad esempio, anche Eugenia, nel racconto, ha visitato Londra esattamente come ho fatto io, respirandone l’aria di continuo cambiamento, facendone sua ogni singola particella).
Non posso dire di aver amato il libro, ma certamente ho gradito la sua compagnia, perché per leggere si è anche guidati da un istinto tutto nostro, che è in grado di farci trovare ciò che è più consono al nostro animo al momento del bisogno.
Il bello sta nel fatto che le parole di quel racconto hanno capito il mio karma, il karma di una che nel karma non ci ha mai seriamente creduto.
VeronicaSaeko















