Tuttanebbiolo
- Mia soave Forastera, come mai così Biancoletta? Uno spavento, un tormento, forse?
- Eh, Don Alfonzo ... voi non potete capire le angosce di una Donnaz.
- Ma dite, su! Per quanto Grave sia il vostro peso, può diventar Dolcetto.
- Siete molto Cortese, Don Alfonzo. Temo però che mai più Chianti usciran dalla mia Boca. Così è la Vite.
- Per' e Palummo! Cosa state dicendo? La Vite continua. Guardatevi intorno: qui, da questo Casteller, dominate la valle. Guardate come il fiume placidamente volga ad Est! E prosegua ad Est! E si perda ad Est! Tutto è vostro, di che vi lamentate? <<C'è un tempo per il Brunello e c'è un tempo per il Chiaretto>>, dicono i salmi.
- Sarà come voi dite, Don Alfonzo. Però vedo molto Nebbiolo il mio futuro.
- Confidate nel diVino ...
- Esiste?
- Vendemmia!
- Confido, confido. Ma è del Diavolo che ho paura!
- Il Diavolo? E come ve lo figurate quest'essere Primitivo?
- Verdicchio. Alto un metro e una Spanna.
- E poi?
- Lo vedo avvicinarsi Ghemme Ghemme alla mia persona.
- E lo sguardo?
- Refosco.
- E l'eloquio?
- Gutturnio. Le sue parole sono come le Cannonau della Bonarda. E il diavolo ... siete voi!
- Io? Non è Nobile da parte vostra!
- Siete voi il diavolo, Don Alfonzo! Riconosco l'ispida Barbera e la Malvasia nel vostro sguardo.
- Malvasia? Che vi ho dunque fatto per meritarmi tutto ciò?
- Attentaste alla mia virtù!
- Ma quando? Quando?
- All'Albana di Jesi: il Merlot volò dal Caramino sul Pinot, come la mano vostra adunca volò sulla mia Gambellara e vi Cirò per lungo e per Langhe ...
- Oltrepò!
- Deh! Non vi facevo così Sottile. Ammetto che avete della Stoffa: vi presentaste come una persona Amabile, Vivace; siete stato Pieno di Retrogusto. Il vostro Nerbo e il vostro Fara Vellutato avevano un che di Armonico, Caldo e Fresco nel contempo. Se avessi Abboccato ... quanto vi avrebbe Fruttato la vostra commedia! Siete un Sapido!Giocate almeno la parte del Barolo fino in fondo: siate ancora Austero, e non così Nervoso. Ah, che Amarone ho nel cuore! Ma sventerò le vostre Traminer, Don Alfonzo!
- Non capisco, o Erbaluce dei miei occhi. Io non sono un Barbaresco, neppure vi Tocai.
Dario Voltolini













