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PORZUS, PROVE DI GLADIO SUL CONFINE ORIENTALE. L'ULTIMA INCHIESTA DI ALESSANDRA KERSEVAN
di Redazione Porzûs, la storia che non ci hanno raccontato…Dalla Resistenza a Gladio: il filo nascosto di Porzûs. Un volume monumentale indaga l’eccidio del 1945 come anticipazione della storia italiana ed europea del dopoguerra. Il libro sarà presentato il 24 novembre al Circolino Arci di Molina di Quosa (PI) alle ore 18:00. Oltre all’autrice sarà presente il regista Paolo Benvenuti, autore di…
Non esistono Nazioni Buone
La questione della Decima MAS (*), probabilmente, offre l'occasione più unica che rara - in questi tempi di manicheismo fanatico - di aprire uno spazio di riflessione su quanto sia irrealistica (e mistificatoria) questa idea che possano esistere delle Nazioni Buone, che si battono fino alla morte contro le Nazioni Cattive. La nostra storia relativamente recente, proprio con riferimento all'epitome del Male Assoluto, ci dovrebbe mettere bene in guardia: l'Italia è stata la patria del fascismo e noi siamo stati a lungo alleati di Hitler, fino al punto di dar seguito anche alle deliranti politiche razziste, a partire dal luglio del 1938 (in foto, la prima pagina de Il Giornale d'Italia che dava la grande notizia). Anche dopo l'apertura agli Alleati, nel 1943, in Italia ci furono forze che rimasero fieramente fasciste e forze che continuarono a rispondere direttamente al comando tedesco, decimando le forze partigiane e senza alcun rispetto per le sorti dei civili. Questi che scelsero di rimanere al fianco dei nazisti erano appunto i corpi scelti della X-MAS di Junio Valerio Borghese (sì, quello che poi cercò anche di fare un golpe sul finire del 1970, nell'ambito della famigerata strategia della tensione). Sarebbe molto importante riflettere su cosa siamo stati noi, come Nazione, e su tutto quello che si era cercato di fare a partire dal 1948 per la costruzione di una comunità internazionale dopo le due sanguinarie guerre mondiali e sotto la minaccia dell'olocausto atomico. Perché è evidente che, in larga misura, è andato perso questo sforzo di pacificare il pianeta e aprire una nuova stagione della storia umana. (*) Reparto dei mezzi d’assalto della Marina italiana che nel marzo del 1941 assunse la denominazione di X flottiglia MAS (dal motto dannunziano memento audere semper). Nel maggio 1943 il comando della D. MAS fu assunto da J.V. Borghese, il quale, dopo l’8 settembre, ne fece una formazione militare autonoma per continuare a combattere al fianco del Terzo Reich. In questa fase, fu impegnata soprattutto nella lotta contro i partigiani. Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/decima-mas_%28Dizionario-di-Storia%29/ Sul "golpe" Borghese del 1970: https://www.treccani.it/enciclopedia/junio-valerio-borghese_%28Dizionario-di-Storia%29/ Sulla strategia della tensione: https://www.treccani.it/enciclopedia/strategia-della-tensione_%28Dizionario-di-Storia%29/
La Franchi operò anche al confine orientale
La Franchi operò anche al confine orientale
La Franchi operò anche al confine orientale: il responsabile della sezione di Venezia era Sandro Cicogna <39, mentre in Friuli era rappresentata dal comandante della Osoppo, Candido Grassi Verdi. <40 Ed a questo proposito leggiamo altre dichiarazioni dell’agente doppiogiochista Guido Zimmer, che fu avvisato dal segretario del Movimento Giovani Italiani Repubblicani, il tenente Domenico Ferrari,…
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Una polemica innescata a Monza da un consigliere comunale ha avuto la ribalta delle grandi testate
CHIARAVALLE , 19 settembre 2018 – Zibo Della Decima Mas osserva il suo allevatore ed istruttore con quegli profondi e che ti toccano l’anima. Di certo non capisce perché l’allevamento da cui proviene – Della Decima Mas – e il suo proprietario, Daniele Barbanera, siano nell’occhio del ciclone per via di una polemica innescata a Monza da un consigliere comunale sull’opportunità di avere un altro bell’esemplare di pastore tedesco, Narco della Decima Mas, nell’unità cinofila impegnata a contrastare lo spaccio di droga nella città brianzola visto che l’allevamento da cui proviene, Della Decima Mas appunto, prende il nome dal corpo d’armata della Repubblica Sociale, dove militarono anche Dario Fo, Walter Chiari, Enrico Maria Salerno e Giorgio Albertazzi.
Anche Asso, splendido pluricampione tra i cani di quella razza morto da qualche tempo, faticherebbe a comprendere una polemica che era già stata sollevata qualche tempo fa ad Albenga a causa proprio del nome, accusato di richiamare al “fascismo”, dell’allevamento del Mulino di Agugliano di proprietà di Daniele Barbanera, chiaravallese che da sempre ama i cani e da decenni li addestra con amore e con grande perizia e competenza. «Non capisco come si possa far polemica su degli animali che sono addestrati anche per salvare vite – dice Daniele Barbanera – per scavare tra le macerie causate da terremoti e calamità naturali e che sono spesso utilizzati per combattere lo spaccio di stupefacenti».
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Nella zona ma anche in tante parti del mondo, Barbanera è conosciuto e noto. La sua passione per i pastori tedeschi e per i cani lo ha portato in ogni dove. Dei suoi 62 anni, tanti li ha dedicati completamente ai suoi amici a quattro zampe, educandoli, istruendoli come veri atleti, come fedeli amici dell’uomo. «Il mio interesse per i cani risale alla mia adolescenza: nel 1965 ebbi finalmente la soddisfazione di possederne uno, era una femmina nero focata alla quale misi il nome di Janka. Fu la mia prima grande amica alla quale dedicai tutto il mio tempo libero, donandole cure e affetto.
A Chiaravalle un ex agente della polizia di stato in pensione addestrava pastori tedeschi: da qui nacque la scintilla che ha mosso la mia passione verso lo sport con il cane». Non furono subito successi. «Le mie prime deludenti prove da lavoro hanno rinforzato la mia voglia di migliorarmi e di mettermi in discussione, partecipando a gare sempre più selettive dimostrando a me stesso che, con l’impegno, la passione e l’inventiva, si poteva migliorare in questo avvincente sport che lega l’uomo al cane in un rapporto unico. Con altri amici appassionati, proprietari di soggetti di varie razze, ho iniziato a lavorare cercando di creare un gruppo affiatato che doveva crescere unito. Con questo spirito molti cani che ho allevato di varie razze da utilità sono arrivati ai Campionati Italiani e Mondiali con buoni risultati. Più volte sono stato impegnato in qualità di figurante ai Campionati Italiani e Mondiali di Addestramento delle varie razze da utilità. Ho partecipato a molti Campionati Italiani e Campionati Mondiali di Addestramento. Da tutto questo la passione per l’allevamento del cane da pastore tedesco con la predisposizione allo sport da utilità».
Per Daniele Barbanera i cani sono un po’ come i figli ed i suoi figli, Adele veterinaria di 30 anni ed Enrico di 29, lo seguono con passione nella sua attività. «Ho distrutto tante automobili per portare i miei cani in ogni angolo del mondo ma è una grande soddisfazione aver dato molti miei cani alle forze dell’ordine per operazioni antidroga, antiesplosivo e per l’ordine pubblico».
Gianluca Fenucci
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CHIARAVALLE / PASTORI TEDESCHI “DELLA DECIMA MAS “, FIOCCANO LE POLEMICHE A LIVELLO NAZIONALE Una polemica innescata a Monza da un consigliere comunale ha avuto la ribalta delle grandi testate…