Un trentenne scapestrato, bugiardo e opportunista, cacciatore infaticabile di sesso (ma anche e soprattutto d'amore), personaggio grottesco e comico per antonomasia, tanto credibile da far venire i brividi: ho adorato Demetrio Sordo dalla prima all'ultima pagina di questo libro. Nel Messico degli anni Quaranta, Quasi mai (Daniel Sada) è la cronaca delle sue non sempre fauste imprese, il suo tentativo, goffo e ipocrita, di barcamenarsi tra due storie: quella con Mireya, bellissima puttana di Oxaca, e Renata, giovane pudica tenutaria di una cartoleria. Ma il suo è anche e soprattutto il racconto di un'eroica sconfitta contro un universo quasi totalmente femminile, in cui il maschio - solo illusoriamente in grado di tener testa alla situazione - viene continuamente ridicolizzato, sconfitto. Demetrio non si risparmia: si dà alla fuga e ai ritorni, ai desideri agli amori, perpetuando l'eterna battaglia tra l'ideale amoroso e il bisogno fisico, sempre in bilico tra fatalismo e ribellione. Si dà, insomma, nel bene e nel male, con così tanta convinzione, da risultare tenero e patetico, irresistibile, carismatico oltre ogni speranza.
Sada, maestro di scrittura, ha scritto un romanzo inedito e spiazzante, intriso di bellezza e umorismo; grottesco, comico, colmo di tutte le qualità che appartengono soltanto ai più grandi, enormi scrittori. Leggetelo. Cinque ciliegie.