diacronia
sai perfettamente che in un modo o nell'altro “quella cosa” se ne stava lì vicinissima
che avremmo potuto toccarla che avremmo potuto afferrarla
spesso mi trovo a chiedere una cosa tipo ma l'errore di chi è stato? be’ proprio non so se la parola giusta è questa “errore” ma era proprio lì interamente lì nell'attimo seguente l'avremmo toccata l'avremmo avuta era così
così immediata così adesso così già
ma non lo era non lo era proprio accidenti
sono stata io a sbagliare? sei stato tu? chi è stato a non saper fare il movimento giusto?
il movimento perfetto doveva essere un movimento perfetto
forse abbiamo mostrato troppa ansia, penso e la cosa allora si è spaventata è così a volte che la vedo come una cosa immobile che aspettava di essere afferrata da qualcuno che sei esattamente tu (con un altro non succederebbe)
l'errore? già ma se l'errore non venisse da di dentro ma dal di fuori? se non fosse stato nostro l'errore ma della cosa? se era lei a non essere pronta se era lei a non riuscire a percepire l'istante esatto, perfetto in cui doveva essere pronta?
perché come il movimento che afferra deve essere perfetto deve essere perfetta anche l'assenza del movimento l'apparente assenza di movimento di ciò che si lascia afferrare
riesci a seguirmi?
talvolta mi chiedo se non ci sia stata una qualche interferenza nell'aria che ci avvolgeva
una forza astrale contraria un dio invidioso un destino avverso un qualcosa che ci ha impedito di afferrare ciò che ci era stato promesso
perché é così che succede le cose sono sempre pronte ad essere afferrate e noi eternamente pronti ad afferrarle in un predestinato succedere che all’improvviso non succede più













