The Internet: An Unexpected Journey
Generation Z. “A significant aspect of this generation is the widespread usage of the Internet from a young age; members of Generation Z are typically thought of as being comfortable with technology, and interacting on social media websites for a significant portion of their socialising” (Wikipedia). Non potrei essere più d’accordo. Come membro di questa generazione, mi accorgo ogni giorno non solo di essere venuto al mondo nello stesso momento in cui il Web nasceva, ma soprattutto di essere cresciuto in parallelo con esso. Probabilmente ero convinto che fosse qualcosa di già presente nella vita di ognuno da decenni, senza accorgermi che quelli erano solo i suoi primi anni di vita.
Sforzandomi di ricordare, credo che inizialmente conoscessi Internet più che altro come un insieme di siti Web che contenessero qualsiasi generica informazione, tuttavia non mi era affatto chiaro come tutto ciò potesse funzionare. Stando a contatto con l’azienda di famiglia avevo anche una vaga idea di cosa fossero le e-mail, ma in sostanza non c’era nulla in tutto ciò che potesse realmente interessare un bambino di otto anni. Allora il computer era per me un mezzo per giocare a tre videogiochi diversi, mentre Internet era lontano dall’attirare la mia attenzione; ora in assenza di una connessione di rete mi sembra quasi che il mio laptop non abbia alcuna utilità.
Così come accadde per molte altre tecnologie come la radio, la cinepresa o il telefono, il web in quegli anni era forse in quella fase di transizione dall’essere soltanto usato da business in maniera piuttosto chiusa e limitata al divenire una sorgente di intrattenimento per ogni individuo, così da creare in poco tempo una vera e propria necessità sociale. Mi ricordo ancora bene come pur non vedendo in esso alcun reale bisogno, ero stato contagiato da Windows Live Messenger (MSN) che al tempo stava spopolando a scuola. Pian piano navigare in rete cominciò a far parte della mia vita quotidiana, entrando in contatto con lo streaming video, Facebook e la condivisione peer-to-peer.
(biglietto con logo di MSN)
Poco dopo divenne evidente che il grande potenziale del Web sarebbe stato sfruttato a pieno non tanto attraverso i computer, ma soprattutto tramite dispositivi mobile. FaceTime, Google Maps, TripAdvisor, Instagram, così come la maggioranza delle app sul mio smartphone dipendono da una connessione a Internet. Ancor più eclatante è il caso di servizi di messaggistica come WhatsApp, Messenger o Telegram che stanno completamente soppiantando gli SMS.
Più di ogni altra cosa lo smartphone ha reso possibile un altro drastico cambiamento. Se una decina di anni fa dovevo accendere un computer ed effettuare il log-in ad un sito web per considerarmi “online”, ora sono online letteralmente 24/7. Ricevere o inviare un SMS non sembra molto diverso dal conversare su WhatsApp o su una piattaforma simile, tuttavia non si ha lo stesso “feel” dell’avere una persona “in linea” che è lì pronta a rispondere e a dialogare con te. Il famoso “visualizzare e non rispondere” senza discrezione che lo si consideri qualcosa di sciocco o meno non ha forse toccato un minimo chiunque almeno una volta?