Franco Ceravolo , Ed io ti chiamo, ti chiamo Chimera ( Dino Campana) , 2024
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Franco Ceravolo , Ed io ti chiamo, ti chiamo Chimera ( Dino Campana) , 2024
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"In un momento Sono sfiorite le rose I petali caduti Perché io non potevo dimenticare le rose Le cercavamo insieme Abbiamo trovato delle rose Erano le sue rose erano le mie rose Questo viaggio chiamavamo amore Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose Che brillavano un momento al sole del mattino Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi Le rose che non erano le nostre rose Le mie rose le sue rose P. S. E così dimenticammo le rose." (In un momento, Dino Campana per Sibilla Aleramo) . In foto Sibilla Aleramo e Dino Campana. . . #dinocampana #sibillaaleramo https://www.instagram.com/p/CQ2r3f3LRD9/?utm_medium=tumblr
Storie d’amore e di coppie
Proviamo ad affrontare il tema per eccellenza della letteratura, l’amore, non solo come argomento di romanzi e opere teatrali, ma anche come legame sentimentale che spesso ha totalmente sconvolto la vita degli stessi scrittori. Possiamo vederne insieme alcune tipologie, perché naturalmente infinita è la gamma delle trasposizioni letterarie, quasi come quella della realtà. Spesso, ça va sans dire, si tratta di amore contrastato, dal finale tragico, nato al di fuori del legame coniugale, perché un tempo i matrimoni erano per lo più combinati: in questo caso gli esempi si sprecano, da Enea e Didone (nell’Eneide Didone abbandonata da Enea, che la lascia per obbedire alla “ragion di stato”, si suicida con la spada che lui stesso le aveva regalato), a Anna Karenina (anch’essa suicida), a Paolo e Francesca, il cui amore, massimo esempio di passione senza limiti, è veramente eterno e perdura anche tra le fiamme dell’oltretomba.
Anche per Romeo e Giulietta il finale è dei più tragici, ma sapevate che gli psicologi hanno denominato “effetto Romeo e Giulietta”, la “sindrome” del sentimento che diventa sempre più forte quanto più è ostacolato? Si tratta inoltre di un rapporto complesso, di amore-odio, perché Giulietta, in qualche modo odia in Romeo il Montecchi. Ma l’amore contrastato è un topos letterario fin dal romanzo greco, fin dalla favola di Amore e Psiche di Apuleio, in cui la bella Psiche, punita per la curiosità di vedere l’aspetto dell’innamorato, è costretta dalla dea Venere a sottoporsi a diverse prove, per poter riavere l’amato bene: finalmente una storia a lieto fine, come quella di Ulisse e Penelope (la cui separazione durerà vent’anni) e quella dei nostri Renzo e Lucia, anch’essi costretti a superare diverse prove prima di potersi ritrovare.
Anche fra gli scrittori ci sono state passioni burrascose o particolarmente originali (forse solo in anticipo con i tempi). Celebre è la relazione fra Gabriele D’Annunzio e Eleonora Duse (di 5 anni più vecchia del poeta pescarese, anche se non sembra…), da molti considerata la più grande attrice del suo tempo. Si può dire che il Vate la tratta come peggio non si potrebbe: la fa innamorare, la sfrutta economicamente, la tradisce, scrive parti per lei, ma poi cambia idea e le affida a Sarah Bernhardt, infine la abbandona. Lei dirà: “Gli perdono di avermi sfruttata, rovinata, umiliata. Gli perdono tutto, perché ho amato”. La Divina morirà di tubercolosi in solitudine nel 1924; in quell’occasione D’Annunzio ammette: “È morta quella che non meritai”.
Ancora una storia d’amore italiana: la passione travolgente tra Sibilla Aleramo (autrice del bellissimo Una donna, libro quasi dimenticato, ma in realtà sempre attuale, vero manifesto del femminismo – ne fu tratto uno splendido sceneggiato televisivo con Giuliana De Sio come protagonista, giovanissima e già talentuosa) e Dino Campana. Sulla loro tormentata storia d’amore sono stati sparsi fiumi d’inchiostro: vi consigliamo La notte della cometa di Sebastiano Vassalli, il film con Stefano Accorsi e Laura Morante Un viaggio chiamato amore e l’interessante articolo di Roberto Cotroneo. Una passione fatta di gelosia, percosse, sofferenza, tradimenti, cure psichiatriche. L’una alimenta il cupio dissolvi dell’altro. Così il poeta dei sublimi Canti Orfici morirà in manicomio, devastato dagli elettroshock, a soli 47 anni.
Ricordiamo il grande Raymond Chandler che, dopo una lunga relazione con Pearl Eugene Hulburt (la potete vedere in una splendida foto), sposata con il musicista Julian Pascal, riuscirà finalmente a farla divorziare e a sposarla, nonostante lei avesse 18 anni più di lui. Non solo, ma dopo la morte della sua Cissy, com’era soprannominata, Chandler, disperato e depresso, alcolizzato e travolto da relazioni sempre nuove e insoddisfacenti, si lascerà andare e morirà 5 anni dopo la moglie.
foto di Cissy, moglie di Chandler
Concludiamo con l’arcinota storia del legame tra Francis Scott Fitzgerald e Zelda Sayre: che dire di questa unione voluta dal destino, ma votata a un’inesorabile autodistruzione? Giovani, belli, di buona famiglia, emancipati, amanti dell’arte, della trasgressione, ricchi di talento. Lei diventa la musa ispiratrice dei romanzi di Fitzgerald, ma in realtà il loro rapporto è minato: lui la tradisce, vive al di sopra delle sue possibilità, continue erano le liti dovute anche alla rivalità fra i due. Pare infatti che anche Zelda fosse abile scrittrice, come testimonia il suo romanzo Lasciami l’ultimo valzer, da poco tradotto in italiano. Moriranno giovani entrambi: lei a soli 48 anni, vittima dell’incendio scoppiato nella casa di cura in cui era ricoverata per una forma di schizofrenia, lui a 44, colpito da tubercolosi. Una storia ideale per il cinema, infatti ne sono stati tratti almeno due film, Zelda e The beautiful and the damned, del 2017, interpretato da Scarlett Johansson, e ora è in corso di programmazione anche in Italia la serie televisiva The Beginning of Everything.
“La sera fumosa d’estate”, Fabio Barricalla legge Dino Campana a "La Cave" di Sanremo
Si terrà mercoledì 20 agosto 2025, a partire dalle ore 21, presso “la Cave” (Salita Pescio, 18, Sanremo), in occasione del 140° anniversario campaniano, un reading dai Canti Orfici di Dino Campana, a cura di Fabio Barricalla, dal titolo “La sera fumosa d’estate”. Fabio Barricalla legge Dino Campana. Introdotto da Cristian Ponsillo e Francesco Basso, Barricalla leggerà alcuni dei componimenti più famosi del “poeta notturno” tratti dalla raccolta che lo stesso autore ebbe a definire la sola “giustificazione della sua vita”.
Dino Campana (Marradi, 20 agosto 1885 - Scandicci, 1° marzo 1932), fatto salvo un
manipolo di prose e versi apparsi in numeri unici della goliardia bolognese, nell’estate del 1914, presso un tipografo del suo paese, stampa i Canti Orfici, la sola “giustificazione della sua vita”: un libro “che si portava addosso come un certificato di nascita”. Seguiranno pochi altri scritti sparsi pubblicati in riviste importanti, tra le quali la “Voce”, la “Tempra” e la “Riviera ligure”. Amico di pittori e di scrittori, dopo una vita di vagabondaggi, coerentemente dedicata alla poesia, e un solo grande amore: per la scrittrice Sibilla Aleramo, all’inizio del 1918 viene ricoverato nel cronicario di Castel Pulci, dove muore, “lontano”, dopo quattordici anni di manicomio.
Fabio Barricalla è poeta e filologo. Ha pubblicato le raccolte Gaia e altre canzoni (Imperia, Edizioni Ennepilibri, 2005), Verziere (ivi, 2006), Guardavamo la luna (Mallare, Matisklo Edizioni, 2015), I zin. Ricci di mare (Sanremo, Lo Studiolo, 2019), Formiche in fila indiana. Placchetta pseudo-giapponese inedita (Sanremo, lepómene editore, 2020), Familiares. Specimina ’21-’23, s. l., Fondazione Pata, 2025. Dottore di ricerca, ha curato, fra gli altri, i volumi: Giovanni Boine, Salmi della vita e della morte (Genova, Fondazione Giorgio e Lilli Devoto, 2016) e, con l’amico Andrea Lanzola, Dino Campana, Canti Orfici (Savona, Matisklo Edizioni, 2016). Del 2018, è la monografia Nuove espressioni della narrativa ponentina (Sanremo, Lo Studiolo)
La Repubblica, 15.05.2024
Giovedì 9 maggio 2024 alle ore 17.30
presso il Salone monumentale della Biblioteca Marucelliana, via Cavour 43, Firenze
verrà inaugurata la mostra
Arco Teso. La musica a Firenze al tempo dei «Canti Orfici»
I curatori, Silvia Castelli Roberto Maini, Gregorio Nardi, Maria Beatrice Sanfilippo, attraverso l’esposizione di documenti, autografi, lettere, disegni, manoscritti musicali, partiture, libri, riviste, fotografie, spesso inediti, si propongono di interpretare il dialogo, talvolta inesplorato, esistente fra il mondo letterario e quello musicale nella Firenze negli anni 1907-1917.
Interverranno i Curatori, i Presidenti del Centro Studi Campaniani Gianna Botti e Walter Scarpi, e gli Autori dei saggi presenti nel catalogo edito da LoGisma.
A seguire alle ore 18.30, Gregorio Nardi interpreterà al pianoforte un programma di autori dei primi due decenni del Novecento: F. Boghen, F. Busoni, M. Castelnuovo Tedesco, S. Copertini, E. Del Valle de Paz, G. Maglioni, G. Modona, R. Nardi, I. Pizzetti, G. Puccini, A. Savinio, E. Scarlino.
Venerdì 10 maggio alle ore 17.30 verrà presentata la Trilogia campaniana per violino, viola ed elettronica, composta appositamente da Alessandro Magini
Preludio scordato della sera
Interverranno l’autore e il violinista Alberto Bologni.
La Biblioteca Marucelliana conserva dal 2005, grazie alla Fondazione CR di Firenze, il manoscritto di Dino Campana Il più lungo giorno. Con la mostra Arco Teso. La musica a Firenze al tempo dei «Canti Orfici» e col relativo catalogo, continua l’impegno a promuovere e valorizzare le pagine del poeta marradese.
La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile fino al 20 settembre, il lunedì, mercoledì, venerdì dalle 8.30 alle 14.00 ed il martedì e giovedì dalle 8.30 alle 17.00.
Le campagne della Toscana, i boschi nei dintorni di Marradi: è lì che risuonano le poesie di Dino Campana. Ed è da lì che raccontiamo la sto
"C'è uno specchio davanti a me e l'orologio batte: la luce mi giunge dai portici a traverso le cortine della vetrata. Prendo la penna: scrivo, cosa, non so: ho il sangue alle dita..." (Dino Campana) . . #dinocampana https://www.instagram.com/p/CVuWEGNNCYR/?utm_medium=tumblr