Lo sai che l’Infuso Fiacco 500
se ne prendi due diventa 1000?
Si vede che hai provato Empatia
la tua bacchetta
la tua bacchetta fa scintille
E adesso che mi prendi per la mano
smaterializzati piano
che se mi spacchi così
io lancio morgane a mille
Lancio morgane a mille
Il Campo da Quidditch petalo di dittamo sempre pronto per
le tue tonsille
Domani non sto in Serra e puoi venire un po’ da me
Ma poi da me non vieni mai
che poi da te
non è Mornay
E adesso che mi stringi per la mano, smaterializzati piano,
che lancio morgane a mille
Io lancio morgane a mille
Lancio morgane a mille
Canto di Giunchiglia
Nella mia magiconchiglia
Se siamo in scopa o in treno non importa
Io sento il Whisky Incendiario
In questo mortaio
Siamo ubriachi d'amore ma se fuggi e mi spacchi così
Io lancio morgane a mille
Io lancio morgane a mille, mille, mille
Lancio morgane a mille, mille, mille
Lancio morgane a mille
10.07.2067
K: La bevuta con Jackie proprio non ci voleva,si è ritrovata ad urlare contro Seb per non farlo andare via, l´ha evitato e lui si è arrabbiato, l´ha evitato per colpa di Haven e ora lo sta perdendo, lui si smaterializza e lei senza neanche pensarci senza neanche fermarsi a capire, tenta di fermarlo, le si butta addosso, e tutto diventa buio, tutto cambia all´improvviso, e l´unica cosa che riesce a sentire,è l´aria fresca sul viso, e un dolore lancinante. Si era cambiata mettendosi le scarpe da ginnastica dopo essere capitombolata giù dalle scale per evitarlo, si era rimessa i jeans corti seppur rimanendo col costume blu addosso, dopo la discussione con Jackie, la testa le pulsava ancora, ma non è quello che fà male, la discussione con Adam , il suo cuore che batte, ma non è quello che và a pezzi, adesso non è quello, il dolore si fà più forte,stringe la mano intorno a qualcosa,o forse intorno a niente, stringe la mancina chiudendo le iridi e lasciando che alcune lacrime scendano dal viso, vorrebbe urlare, ma ancora non si rende pienamente conto che non si trova più a casa sua..
S: Smaterializzandosi finisce in un vicolo cieco e buio non popolato di Los Angeles, che aveva adocchiato quando era in vacanza con Haven. Ma non è da solo, e se ne accorge quando una Katrine spaccata e sanguinante, con pezzi di pelle tolti è a terra. « MA SEI STUPIDA O COSA? » è l´unico commento acido che esce da quelle labbra. Quando si dice consolare qualcuno. «ecco cosa succede quando ti aggiungi a qualcuno che si sta smaterializzando senza averglielo chiesto. » incrocia le braccia al petto, mentre la guarda duramente. In realtà in tasca ha una pozione di dittamo che ormai porta sempre sempre con sé, ma ancora non la usa. No, si chiama vendetta crudele. Un po´ di dolore non dovrebbe poi farle male.
K: Grazie all´alcol Kat non è del tutto consapevole di quello che le sta succedendo,o meglio del vero dolore che sta provando,sente le parole di Sebastian, ma dalla sua bocca più che qualche mugugno, e lamento non esce nulla. Nella mente mille e mille frasi si compongono e scompongono come pezzi di un puzzle,è stato un gesto stupido, e lo ammette, lo ammette si, ma infondo non poteva permettergli di andare via senza aver parlato, di lui, di lei, di Haven e anche di suo padre il braccio è in condizioni pietose e il respiro si fà sempre più veloce, e faticoso,urla, trova la forza, capisce che non sono più a casa sua, un unico urlo, irrompe nel vicolo sovrastando anche la voce di Sebastian, le iridi rimangono chiuse, mentre con la mano sinistra, in "buono" stato cerca di farsi forza per alzarsi, per muoversi da lì, per tornare a casa, per fare qualsiasi cosa tranne rimanere lì, tranne rimanere ancora lì vicino a lui.
S: Frequentare gente sbagliata come Matthew Typhoon può scaturire i suoi frutti. La guarda, con l´espressione arrabbiata che si è portato appresso da quando ha urlato dello schifo che gli faceva la festa ad ora, con quella strana voglia di vendetta nel sangue. « magari l´anno prossimo, quando farai smaterializzazione, capirai quello che ti sto dicendo. » mormora, cercando di mantenere una freddezza ed una calma che non gli appartengono. « e mi chiedo perché dovrei ora curare i tuoi casini riportandoti intera come se non fosse successo niente. » crudele nel suo dire, mentre sposta leggermente il capo di lato, scrollando poi le spalle. « mi chiedo perché debba cercare di sistemare i casini di tutti quando in realtà non ne ho proprio voglia e ho i problemi miei. » voce bassa, tono calmo. La vede cercare di alzarsi e le si avvicina lentamente, provandola a prenderla per un braccio, anche se spaccato e senza lembi di pelle, sporcandosi del sangue della ragazza. « wow, sei proprio ridotta male. » e tu sei lo stupido che potrebbe curarla ma ancora non intendi farlo, vero? « si può sapere che diavolo ti passa per la testa? Vuoi ucciderti? Lo sai che le persone rischiano di morire spaccandosi, eh? » è un rimprovero bello e buono il suo, dettato dalla preoccupazione. Proverebbe a stringere il suo braccio. « senti quanto fa male? » magari alla fine la sua intenzione è quella di terrorizzarla dal non farlo più.
K: E' ridotta uno schifo, e non è colpa dell´alcol stavolta ma solo della sua stupidità, si calma, fà male, ma piano piano si calma, ascolta di nuovo le parole di Seb, e capisce d´averla fatta grossa, non risponde subito, lo lascia quasi sfogarsi ed è solo quando lui si avvicina che lei riesce a trovare la forza per parlare, nonostante faccia male e le parole escano un pò biascicate qualcosa si riesce a capire «Pensavo peggio..» quasi ci scherza su, anche se non c´è nulla da scherzare e lo sa bene «mi..» pausa.respiro affannato «scusami..non volevo..» altra pausa e respiro nuovamente stanco «che andassi via..» lascia ferma la mano capito perfettamente che da li non si muove per niente,«aaaah» l´effetto dell´alcol inizia a finire e la cosa inizia a fare davvero male «non potevo..» si ferma e apre le iridi smeraldine cercando quelle di lui «c´era lei..» è tutto quello che riesce a dire tra le lacrime e il dolore andrebbe solo a cercare con la mano il braccio di Sebastian a chiedergli scusa a modo suo,respiro affannato e le iridi vengono nuovamente chiuse dal dolore.
S: « già, ti è andata bene. » La guarda, squadrandola alla perfezione. « sai, a volte ho perso un braccio, una gamba, tutte e due .... e non mi lagnavo come stai facendo tu ora. » sorriso leggermente bastardo, macabro e sarcastico. « poi parlano di noi grifondoro come grifolagne, dovrebbero vederci ora. » scrolla le spalle, voltandosi leggermente verso la strada ad osservare che nessuno passi di lì. Continua a guardarla scettico, balbettare dopo balbettare da parte della ragazza, schioccando poi la lingua al palato e sbuffando annoiato. «sarebbe stato meglio così, credimi. » così lui non avrebbe sprecato la pozione di dittamo per lei. Avaro. « MA C´ERA LEI CHI?» ora lo urla, cercando di incrociarne gli occhi, lasciando poi velocemente il braccio della ragazza e quasi rischiando di spingerla più in là, senza volerlo, magari più lontana da lui.
K: Vorrebbe davvero tornare a casa sua, vorrebbe tornare alla festa, tornare a bere, ad abbracciare Adam, a sentirsi al sicuro, e non li sanguinante derisa quasi dalla persona che ha cercato di fermare. Le parole feriscono più delle lame, tocca l´orgoglio Sebastian, ed eccola cercare di rialzarsi, sbuffando contro se stessa per non riuscirci, per non essere così forte, nonostante riesca a sopportare il dolore abbastanza bene grazie a sua nonna, quella pelle, brucia come il fuoco, le lacrime scendono da sole, senza dire nulla.«HAVEN!» riesce ad urlare posando la testa a terra guardando il cielo(?)«Se sà che ti parlo, se sapesse di noi, mi ucciderebbe, e io non so mentire bene come lei» - «se hai problemi tuoi non te la devi prendere con l´unica persona che cerca di starti vicina, volevo solo stare con te, e dirti il perché ti stessi evitando..» - «ma aveva ragione tuo padre, sei come lui..stupida io che ti credo ancora...» - «se non vuoi aiutarmi avvisa almeno mio padre... e poi sparisci, rivoglio Sebastian non un surrogato di str**zaggine».
S: La fissa, con una certa aria impaziente, incrociando poi le braccia al petto. Flette le sopracciglia, leggermente confuso. « perché dovrebbe ucciderti, Haven, se parli con me? » non capisce.La voglia di farle male e lasciarla davvero lì prende il posto della razionalità. « IO NON SONO COME MIO PADRE! » sono le uniche parole che vengono urlate « e se mi dici questo, allora vuol dire che non mi conosci. » per un attimo si immagina come il padre tra un dieci anni « ti giuro, mi sta venendo voglia di lasciarti qui e basta. » con voce bassa ed il tono inquietante, mentre scosta il capo.
K: «Io non l´ho mai pensato!, neanche quel dannato giorno a casa tua, ti ho sempre creduto e difeso con tutti..» cerca di trovare una posizione comoda in quel brandello di carne che le rimane intatto «Merlino! Waleystock sto con te, in ogni cosa cosa diamine devo fare per fartelo capire?!» parole urlate con quella poca forza che le rimane, e le lacrime che scendono ormai senza controllo «Ho fatto un errore con Haven, ho sbagliato e ora se parlo o mi avvicino troppo ad un suo ragazzo o ex rischio la vita,lei non accetta queste cose». «Io ci tengo a te, non mi sarei buttata addosso per fermarti se non fosse così, potevo urlare contro tuo padre, ma non volevo farti arrabbiare e ho preferito andarmene via..» pausa.respiro affannato «non fare lo s**onzo con me, non me lo merito e lo sai» un´altra pausa quasi implorante stavolta. «Io non ti lascio solo..» si ferma e torna ad appoggiare la testa a terra respirando con calma, nonostante il male..
S: «sai che ti dico?» comincia a parlare, cercando di mantenere la calma ed avvicinandosi di nuovo a lei. « sei una vigliacca.» - «e sai perché? Perché lasci ad Haven controllare le persone che frequenti, i ragazzi, gli amici, qualsiasi persona. Se davvero ci tenevi mi salutavi con un sorriso strafottente davanti agli occhi di Haven, non che ti nascondi dietro all´angolo per evitare di farti uccidere. Se ci tenevi mi dicevi "Seb, guarda che c´è questo problema" "Seb, potresti aiutarmi" NON CHE MI IGNORI E BASTA! Non sono il tuo giocattolino! »
K:«Ho cercato di dirtelo!» la mano torna a sbattere sul pavimento « Merlino il giorno che sono venuta da te, volevo dirtelo non appena mi hai detto che eri stato a Los Angeles con Haven, ma c´erano altri problemi, e scuuusa» - «Scusa se ho pensato prima ad ascoltare te e stare vicino a te, che a pensare ad un problema mio.. si sono una vigliacca, perché mio padre è innamorato di sua madre, e se tra me e lei succede qualcosa i nostri genitori soffrono, e scusa di nuovo se metto davanti prima gli altri che me stessa» tossisce, segno che ormai il sangue non è poi così presente nel corpo della sestina «Tecnicamente ti ho evitato, e solo quando c´era davanti anche lei...» pausa tossisce di nuovo «Io...» non riesce a finire la frase «senti Seb mi dispiace ok? non sono brava a gestire le situazioni di crisi da sola e vado in panico... Mattew me l´aveva detto dannazione..» - «io ci tengo a te, e se anche tieni a me, ti posso giurare che distruggerò il mio rapporto con Haven se questo potrà farti sentire sicuro, io non ti voglio perdere..»
S: « no, tranquilla, non c´è bisogno di distruggere la tua amata amicizia con Haven per me. » sorriso bastardo finale, mentre scosta leggermente il mento verso l´alto. Dalla tasca esce una boccetta di Dittamo. Gliela butta addosso. « versatela sulle tue ferite, ti brucerà, ma guarirai, poi tornatene a casa. » mormora, fregandosene di lei, con rabbia, si incammina verso la fine del vicolo buio, verso la strada, non importandosene che magari, a Katrine, potrebbe succedere qualcosa durante il cammino verso casa, considerata l´ora.
K: Non parla ascolta solo le parole del settimino, le iridi sono semi chiuse, neanche alla domanda retorica, risponde, o alla decisione di seb di salvare il suo rapporto con Haven per lui, infondo pare che lui abbia già deciso tutto no?! prende la boccetta con la mano buona andando a versarla sulle ferite alla bene-meglio. Lo sente allontanarsi «HAI CHIUSO CON ME WALEYSTOCK!» riesce ad urlarle grazie anche al dolore delle ferite che lentamente guariscono, prima di scoppiare in lacrime nuovamente.
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