Non ricordavo più come si amava. Avevo dimenticato cosa si provasse quando una persona non riusciva ad uscirti dalla mente o dal cuore. In quel periodo mi era indifferente tutto, nessuno riusciva a catturare la mia attenzione per più di un mese. Uscivo con i ragazzi e poi mi stancavo di loro, così come una gomma da masticare che dopo un po' perde il sapore e allora la sputi. Molte volte li mollavo senza neppure una spiegazione, ero consapevole che non fosse colpa loro ma non potevo farci niente, mi facevo assalire dai sensi di colpa ma anche quelli sparivano presto, altre volte invece erano loro a mollare me prima che potessi farlo io, probabilmente si rendevano conto della mia incapacità di mantenere salda una relazione, volevo i miei spazi, non mi piaceva quando mi definivano "di loro proprietà", dopo di te io non volevo appartenere a nessuno se non ancora a te. Ci rimanevo male quando mi lasciavano, mi anticipavano manco fosse una gara e io mi sentivo come una bimba a cui tolgono il palloncino lasciandola a mani vuote, poi però basta poco a distrarsi e allora a loro dopo pochissimo tempo neppure ci pensavo più. Tornavo alla mia vita di sempre priva di abitudini, avevo fatto in modo che nessuno potesse mai più essere indispensabile per me, non mi abituavo più a nessuno perché quando lo fai e quella persona va via te ne vai anche un po' tu, lo sapevo bene e non potevo permettere a me stessa di perdermi ancora.
Claudia Orecchio








