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Monaco GP 2024.
ma che ci faccio qui? adesso?
E c’è una parte di te che è una parte di me
Ops.
E adesso?
Scrivere ha smesso di essere un rifugio, un posto sicuro, un luogo nel quale scappare per difendermi da tutto ciò che è capace di ferirmi. Da un pezzo, poi, ha smesso anche di essere un sogno, un piccolo e scivoloso appiglio per la mia fantasia. Non è mai stato una vera ambizione, scrivere, a parte quando ero un ragazzo, per il resto non ho mai sperato, pensato né tantomeno progettato di farne qualcosa di più che un passatempo. Ho sempre pensato che mi rendesse un po’ speciale ma più passa il tempo e più mi accorgo che non è così. E riscoprirmi tanto comune e perfettamente ordinario mi ha sì liberato di un peso ma mi ha anche azzoppato. Ora non m’interessa più, non ne ho nemmeno più voglia, quella passione che azzerava ogni altro bisogno nelle mie ore libere si è come dissolta, lasciandomi orfano di qualcosa che per me aveva una rilevanza particolare. Mi sento come se avessi smarrito la via e non fossi più capace di ritrovarla, perso in un deserto fatto di troppe strade che non so percorrere senza quella che aveva la valenza di una bussola, per me. Ma è inutile ingannarsi, la ferma volontà di rincorrere le idee è dar loro la forma di storie o racconti si è a tal punto affievolita da sembrare ormai morta. E io non so cosa fare, a riguardo. Ho sempre saputo che la realtà presto o tardi avrebbe avuto la meglio, ma ora che è successo il senso di smarrimento annienta quella parte di me che magari non è mai davvero stata speciale ma che almeno per un po’ mi sono lusingato di credere tale. Che ne faccio, ora, di quel piccolo me che nessuno o quasi conosceva ma che io tanto gelosamente custodivo? Che ne sarà di lui?
(dis)orientamento
Capelli mai in ordine, senza una forma, come fossero lo specchio del caos che ho in testa.
Ogni riccio un attacco d'ansia.
Che strada prendere?
Tempo al tempo e troverai le risposte che cerchi, mi dicono.
Tempo al tempo, sì. E nel frattempo?