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Valparaíso, 2019
«No me veo abriendo un reshtaurante en Madrid»
«No me veo abriendo un reshtaurante en Madrid»
Francish Paniego acorta losh caminosh que parten y cruzan La Villa de Ezcaray (La Rioja). Saluda a shu pasho a losh paishanosh y she detiene ante la placa de Santiago Lope –composhitor del célebre pashodoble taurino ‘Gallito’– y orgullo de eshte rincón pintoreshco entre el valle del Oja y la Sierra de la Demanda . «A mí me gushta», ashegura shin miedo a el qué dirán como habitua. El también lo…
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Finally arrived to this great restaurant #echaurren #michelinstar (at Hotel Echaurren Relais & Châteaux) https://www.instagram.com/p/B0Ya_FmBfFdOR-CBt9V0MDm8wD85g40bxuP5Ns0/?igshid=1ntirjrirfxf8
Picture window. #ezcaray #echaurren #rioja #winecountry #mountainview #picturewindow #vista #españa (at Echaurren Hotel Gastronómico)
La mostra Duchamp magnétique
Pablo Echaurren rilegge Duchamp 9 maggio – 15 ottobre 2017 Venezia S. Marco - Scala Contarini del Bovolo
In mostra a Venezia, fino al 15 ttobre 2017, una serie di opere che sviluppano una rilettura del metodo di lavoro di Duchamp ed entrano nel suo dominio concettuale e linguistico. Nel suo confronto con Duchamp, Pablo Echaurren ripete la scelta di oscillare tra due posizioni e due significati differenti.
L'interpretazione dell'opera di Duchamp coglie, oltre al motivo fondante dell'ambiguità e dei giochi di parole, anche il tema della ripetizione, che per Duchamp è generalmente letteraria o verbale e per Echaurren gestuale. La gran parte delle opere di Duchamp compone un doppio significato dato dalle omofonie, dalla riorganizzazione di elementi uguali e dallo scambio di posizioni.
Per Echaurren la ripetizione è invece più legata all'azione, come salire e scendere le scale o riprodurre un'opera duchampiana trasportandola, attraverso una particolare decorazione “all’antica”, in un'epoca più remota. Ambiguità e ripetizione sono dunque i temi che Echaurren sceglie come elementi distintivi delle sue opere e come indicazione di legame con Duchamp. La scelta di dare rilievo a gesti semiautomatici, come salire e scendere le scale, è un passaggio necessario all'assimilazione. L'elaborazione attraverso la ripetizione serve a dare corpo alla dimensione mentale e dunque a quella forma di coscienza o di consapevolezza alla quale si arriva attraverso un processo.
La ripetizione genera spesso una parziale sospensione della coscienza. Il semiautomatismo dei gesti o la ripetizione che genera ricordo ( come nella copia decorata con motivi cinquecenteschi dell'orinatoio firmato R. Mutt) costituiscono un esercizio sensoriale. Una forma di mediazione tra il conseguimento di significato nell'azione singola e un processo di apprendimento. Si tratta in fondo di una ricerca in cui la singolarità è volontariamente dissolta a favore di una modalità differente, più diffusa e priva di personalismi.
L'arte ha smesso di essere lineare ed è diventata contemporanea, non tanto a noi quanto a se stessa: è divenuta un luogo ( principalmente grazie alla tecnologia) dove passato e futuro si azzerano e tutto è unito ed esiste nello stesso tempo.
Du champ magnétique. Pablo Echaurren a Venezia.
A Venezia sono esposte una serie di opere di Pablo Echaurren che da quarant’anni dialoga con l’influenza e i lasciti di Marcel Duchamp.
In cima alla deliziosa Scala Contarini del Bovolo di Venezia sono in esposizione una serie di opere realizzate nell’arco di quarant’anni da Pablo Echaurren (Roma, 1951). Un dialogo con l’ombra del padre dell’arte concettuale Marcel Duchamp fino al prossimo 15 ottobre. L’esposizione è un po’ un viaggio nel tempo perché collega tre date: 1917, 1977 e 2017. la prima è l’anno della presentazione di “Fountain”. Il 1977 è l’anno in cui Echaurren si lega agli indiani metropolitani che utilizza in chiave politica le provocazioni duchampiane, mentre nel 2017 l’artista presenta nuovi lavori che evidenziano il legame con Duchamp e su questo costruire un percorso personale.
La mostra è allocata sulla Scala Contarini del Bovolo, e in cima è posta una copia dello storico orinatoio di Duchamp sul quale l’intervento di Echaurren trasforma l’oggetto in una “senza tempo” per tecniche e interventi utilizzate e operati.
Pablo Echaurren. Du champ magnétique. Opere 1977-2017 A cura Raffaella Perna e Kevin Repp Scala Contarini del Bovolo, Venezia Dal 9 maggio al 15 ottobre 2017