Acireale - Con la rimozione dell'ecomostro si risana una vecchia ferita
Domani (2 dic. 2016) dopo decenni di presenza immortale sulla timpa, inizierà la demolizione di quello che il variegato mondo ambientalista ha definito “ecomostro”. Doveva essere un albergo con suggestiva vista mare, uno di quegli alberghi che amano i turisti dell’aria condizionata e della colazione in camera, quel turistume danaroso che non si cura della natura ma che è attento a godersi la bellezza affacciato dal balcone. Un turismo che ad Acireale non poteva e non potrà mai avere mercato, perchè Acireale e particolarmente le sue coste sono natura viva, vera, selvaggia.
Un albergo che si tentò di costruire con tutte le autorizzazioni necessarie ma che, poi, quando la timpa divenne riserva naturale ricevette lo stop e lo scheletro è rimasto li per lunghi anni in attesa di risolvere un contenzioso che non arrivò mai a conclusione.
Domani, quindi, l’uomo ridà alla natura lo spazio che gli era stato sottratto, domani inizia l’opera di demolizione del mostro, domani il mondo ambientalista e tutti gli amanti della bellezza, della cultura naturistica potranno gioire nel vedere cedere ai mezzi meccanici pezzi di mostro. Un mostro che è stato ed è simbolicamente il simulacro del disprezzo per la bellezza.
Certo ancora in città ed anche in ambienti vicini all’amministrazione Barbagallo, esistono sacche di resistenza. C’è ancora chi pensa che sarebbe potuto essere un grande albergo pieno di suggestioni e di bellezza, pensa al turismo come dimensione intima del degrado, pensa a “mammona” dimenticando che la timpa è un costone che frana, che cede, che mal sopporta l’ingerenza umana. E’ normale infatti, che per ogni operazione, anche la più meritoria si trovano sempre quelli che cercano giustificazioni al vilipendio commesso ai danni della natura, soggetti che difficilmente comprendono il significato del bello e che credono che la monetizzazione della natura sia un fatto da perseguire. Non è così e, sempre, quello che viene sottratto alla natura, prima o dopo, la stessa lo riprende facendo pagare agli uomini il giusto prezzo.
Domani inizia la demolizione e ne siamo felici, entro fine gennaio l’opera di smantellamento sarà completata e, a quel punto, attenderemo con altrettanta attenzione e vigore la rimozione dell’amianto a Pozzillo.
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