Io scrivo per scoprire qualcosa che mi è ancora sconosciuto, piuttosto che per raccontare agli altri qualcosa che mi è già conosciuto: è molto più facile sedersi a pranzo con un amico e raccontargli delle cose. Se invece mi siedo a un tavolo e comincio a scrivere, cosa che ho fatto per questi ventuno anni, è perché sono io che desidero portare alla luce qualcosa di assolutamente nascosto, dei tabù, dei segreti, l’indescrivibile. Come diceva T.S. Eliot, “un raggio sull'inarticolato”, qualcosa che, secondo me, deve essere assolutamente vero per qualsiasi scrittore.
Edward Aubyn, intervistato da Wuz















