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#Porsiteloperdiste 🇲🇽 🏛️ PRESIDENCIA | Sheinbaum responde al caso judicial de ‘El Mayo’ Zambada http://dlvr.it/TMlSvd 🔗
PRESIDENCIA | 🔴 Claudia Sheinbaum señaló que si 🇺🇸 incauta bienes de Ismael “El Mayo” Zambada, el gobierno de 🇲🇽 pedirá que se reclamen daños y se repartan en beneficio de la población más humilde.
NACIONAL | 🔴 @ClaudiaShein afirmó que “cualquier investigación es buena” tras la declaración de ‘El Mayo’ sobre sobornos. Recordó que 🇺🇸 puso al mismo nivel a García Luna, ‘El Mayo’ y ‘El Chapo’.
🌐 INTERNACIONAL | ‘El Mayo’ Zambada admite crímenes en EU y pagará 15 mil mdd http://dlvr.it/TMgyS3 🔗
Avocado Breakfast Bowls – Make A Nourishing Morning Commence
They say breakfast is the most important meal of the day, and what better way to start your morning than with an Avocado Breakfast Bowlthat tastes delicious as well? These delicious fruits have healthy fats that help keep you full longer and provide fat-soluble vitamins A, D, K, and E to ensure you get a nice start to your day. Incorporating this filling fruit with fresh vegetables, whole grains, and protein will transform it into a meal of your choice while still enjoying every bite.
Today we are talking about all the reasons avocados rock, what goes into an Avocado Breakfast Bowl, and a quick recipe you can throw together in minutes. It’s a winner, if you’re trying to be more conscientious of what you’re eating Read more...
Miliardi in cocaina dal Sud America all'Europa
Cocaina, produzione record dalla Colombia: così narcos e broker si coprono d’oro. La produzione complessiva nel triangolo sudamericano ha superato 2.800 tonnellate. Consumi e guadagni alle stelle. Gli arresti non fermano il business. Un momento d’oro per i narcotrafficanti di cocaina, un’agonia mortale per il resto del mondo. Nonostante gli arresti dei broker e dei signori della droga si succedano rapidamente – gli ultimi a cadere tra le fila degli italiani sono stati due personaggi legati alla camorra che vivevano nel lusso in Colombia, per non parlare di Ismael Zambada García, detto “el Mayo”, arrestato il 25 luglio 2024 in un aeroporto privato a El Paso nel Texas con Joaquin Guzman Lopez, figlio del “Chapo” – tutto prosegue come se nulla fosse. Qui Colombia Basta dare un’occhiata all’ultimo report appena dato alle stampe dall’Agenzia antidroga (Unodc) dell’Organizzazione delle nazioni unite (Onu), partendo proprio dalla Colombia, terra di narcos e broker della ‘ndrangheta e maggiore produttore di cocaina al mondo (circa il 65% del totale). Il 18 ottobre l’Agenzia scrive che la coltivazione di coca è aumentata del 10% nel 2023, raggiungendo i 253mila ettari, mentre la potenziale produzione di cocaina ha raggiunto le 2.664 tonnellate. Quest’ultimo dato equivale a un potenziale aumento del 53% della produzione di cocaina rispetto al 2022 e segna il decimo anno consecutivo (dal 2013) in cui le stime della potenziale produzione sono aumentate. Gruppi armati La maggior parte della coca è prodotta in territori ad accessibilità limitata tuttavia l’indagine ha rilevato che il numero di ettari piantati entro 12 km da un centro popolato è cresciuto da circa 189mila ettari nel 2022 a circa 209mila ettari nel 2023. «La maggiore vicinanza – scrivono gli analisti dell’Unodc – potrebbe far sì che le economie legali diventino sempre più dipendenti dalle risorse generate da attività illegali. Allo stesso tempo, la capacità dei gruppi criminali di accedere a più beni e servizi può generare potenti incentivi a sostenere o espandere le attività illegali in queste aree». I gruppi armati in Colombia rimangono pesantemente coinvolti nel mercato della cocaina, intensificando i conflitti violenti nelle aree colpite dal traffico di droga, dall’estrazione mineraria illegale e dalla tratta di esseri umani. «L’aumento della coltivazione – conclude il documento sulla Colombia – coincide anche con un aumento della violenza contro i leader sociali, un deterioramento delle condizioni di sicurezza e un’ulteriore pressione contro i gruppi indigeni e afro-colombiani». Qui Perù Devida – la Commissione nazionale peruviana antidroga – il 27 giugno 2024 ha presentato il rapporto per l’anno 2023 “Coca crop monitoring”, nel quale è stata enfatizzata la riduzione di 2.224 ettari rispetto all’anno precedente (complessivamente 92.784 ettari di area coltivata con cespugli di foglie di coca in produzione rispetto ai 95.008 dell’anno precedente). «Stiamo parlando di una rottura di tendenza dopo otto anni di crescita. Questo è il risultato delle azioni congiunte degli enti statali legati al modello di lotta al traffico di droga”, ha sottolineato Carlos Figueroa Henostroza, presidente esecutivo di Devida. Per lo Stato andino, dunque, è un grande risultato ma per l’Agenzia dell’Onu si tratta solo di una modesta riduzione che poco toglie al secondo produttore di cocaina al mondo (posizione che si contende con la Bolivia), causando perdite di biodiversità e colpendo le comunità. Qui Bolivia Dal 2009, la Bolivia ha smesso di conoscere i dati sul potenziale di produzione di cocaina contenuti nei rapporti dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (ma la stessa cosa, attenzione, accade anche in Perù), ma soccorre lo studio condotto dal Centro nazionale per lo sviluppo agricolo (Cedla) “L’economia della droga tratta: deistituzionalizzazione e politiche in Bolivia”. Citando rapporti dello stesso Unodc e del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, lo studio indica che il potenziale di produzione di cocaina in Bolivia è aumentato negli ultimi anni, anche se i dati finali differiscono da un rapporto all’altro. Secondo l’Agenzia Onu la capacità di produzione di cocaina della Bolivia nel 2020 era di 140 tonnellate, mentre, secondo gli Stati Uniti era di 312 tonnellate. «Se sottraiamo il volume della produzione potenziale dalla quantità di cocaina sequestrata dalle autorità antidroga, possiamo supporre che il resto sia il volume di cocaina che avrebbe potuto essere commercializzata», indica lo studio preparato dal ricercatore Carlos Arze. Questo significa che la maggior parte della cocaina prodotta viene commercializzata, poiché i sequestri sono a livelli molto più bassi. Secondo i dati ufficiali del Governo, nel 2019 sono state sequestrate 19,56 tonnellate di cocaina, 15,65 nel 2020; 19,72 nel 2021; 20,33 nel 2022 e 32,93 nel 2023. Soldi a palate Di soldi, broker e narcos ne fanno a palate, al netto degli arresti dei boss e dei sequestri. Il 15 ottobre, ad esempio, proprio la Bolivia ha distrutto 21,6 tonnellate di cocaina. Il ministro dell’Interno Eduardo Del Castillo, sulla sua pagina Facebook, ha esultato: «Si tratta del più grande sequestro nella storia della Bolivia e uno dei più grandi sequestri di droga nella regione negli ultimi anni in un’unica operazione». La droga era destinata al mercato tedesco. Sulla base dei dati del 2021, si stima che il mercato della droga nell’Unione europea abbia un valore minimo al dettaglio di almeno 30 miliardi di euro (fonte: Consiglio dell’Unione europea, dato aggiornato al 4 settembre 2024), anche se altre fonti lo stimano tra i 23,7 e i 33,6 miliardi di dollari. Gran parte dei quali proviene dalla cocaina che, a livello mondiale, vale 250 miliardi, circa la metà (calcolato ormai per difetto) del valore globale del traffico di ogni tipo di droga possibile e immaginabile. 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Sinaloa head 'El Mayo' arrested in US
Detienen en Estados Unidos a "El Mayo" Zambada
EL PASO, Tex. * 25 de Julio 2024. ) LatinUs | Efe El líder histórico del Cártel de Sinaloa, Ismael “El Mayo” Zambada García, fue detenido la tarde de este jueves en un aeropuerto de El Paso, Texas, por autoridades estadounidenses. El narcotraficante mexicano está bajo custodia de Estados Unidos, dijeron a Reuters dos fuentes familiarizadas con la operación. Trascendió que “El Mayo” se habría entregado de manera voluntaria. Zambada, de 76 años, fundó el Cartel de Sinaloa junto con Joaquín “El Chapo” Guzmán, quien fue condenado en 2019 por el juez federal de distrito Brian M. Cogan a cadena perpetua más 30 años de prisión por ser el líder principal de este grupo criminal. La DEA ofrecía una recompensa de 15 millones de dólares por información que diera con su paradero. En febrero, fiscales federales estadounidenses acusaron a Zambada de conspiración para fabricar y distribuir fentanilo, que según funcionarios estadounidenses es la principal causa de muerte de estadounidenses entre 18 y 45 años. Esa fue la quinta acusación en contra de “El Mayo“, la cual fue presentada por el fiscal federal para el distrito este de Nueva York, Breon Peace, y anunciada en conjunto con la directora de la Agencia Antidrogas de Estados Unidos (DEA, por sus siglas en inglés), Anne Milgram. Las autoridades estadounidenses aseguraron que Zambada García, de 75 años de edad, continúa dirigiendo el grupo criminal que cofundó con “El Chapo”. Así mismo, se informó que por décadas “El Mayo” ha supervisado la importación y distribución masiva de drogas como cocaína, heroína, metanfetamina y fentanilo de México hacia Estados Unidos, lo cual ha provocado diversos actos de violencia como secuestros y asesinatos. FICHA CRIMINAL DE ZAMBADA En la larga carrera delincuencial de Ismael ‘El Mayo’ Zambada, solo hay un encuentro conocido con un periodista. Fue en 2010, cuando Julio Scherer, fundador de la revista 'Proceso', fue invitado a conocer al esquivo capo del cartel de Sinaloa. En el tiempo y las condiciones que Zambada impuso (no le permitió grabar la entrevista) el ya fallecido periodista esbozó un retrato del único capo mexicano que no ha estado en la cárcel y está vivo para contarlo. Uno de los rasgos que más sobresalen en la entrevista es su relación con el monte, del que dice ser su hijo. “El monte es mi casa, mi familia, mi protección, mi tierra, el agua que bebo (…) conozco los ramajes, los arroyos, las piedras, todo”. Esta es una de las razones por las que Zambada siempre se ha podido escapar. Según lo que le dijo a Scherer, “se inició en el narco a los 16” y hoy, a sus 70 años, sigue estando protegido por el monte que tanto aprecia. Sin embargo, esta no sería la única razón por la que 'El Mayo' Zambada está libre. Según 'Ríodoce', un semanario especializado en el crimen organizado en Sinaloa, “una de las claves, sin duda, es su capacidad logística. Otra es la relación que ha mantenido, durante décadas, con la (sic) fuerzas del gobierno de todos los niveles. No hay ninguna carpeta del fuero común abierta en su contra”. En el artículo publicado en septiembre del 2018 se destaca que Zambada ha sido “un factor de equilibrio, un puente entre el gobierno y el cártel de Sinaloa. Y también con los gringos”. Fue precisamente esa “relación” con las autoridades la que hizo que su nombre pasara a primer plano esta semana, en la apertura del juicio contra Joaquín ‘El Chapo’ Guzmán, que se lleva a cabo en Nueva York bajo un gran cubrimiento mediático Uno de los abogados de 'El Chapo', Jeffrey Lichtman, dijo que el verdadero jefe del cartel de Sinaloa es Zambada, quien según él ha estado a cargo de enviar los cargamentos de droga a Estados Unidos durante los últimos veinte años, mientras que en México ha sobornado a un gobierno “completamente corrupto”, citando pagos específicos al expresidente Felipe Calderón y el mandatario actual, Enrique Peña Nieto. “El mundo se está enfocando en esta criatura mítica de 'El Chapo''. El mundo no se está enfocando en Mayo Zambada”, sentenció el abogado. Ciertamente el mundo no se ha enfocado en 'El Mayo' Zambada, pues este se ha encargado de vivir lejos de él. Según le dijo a Scherer, Zambada tenía en el 2010 una “esposa, cinco mujeres, quince nietos y un bisnieto”. Pero a pesar de tener una familia numerosa y amante de las fiestas, “para él no son los cumpleaños, las celebraciones en los santos, pasteles para los niños, la alegría de los quince años, la música, el baile”. EL NARCOTRAFICANTE MÁS PODEROSO Si bien las afirmaciones del abogado Lichtman sorprendieron y escandalizaron al público -y provocaron el inmediato rechazo de Calderón y Peña Nieto-, las autoridades de Estados Unidos y los medios locales mexicanos saben bien quién es 'El Mayo' Zambada. el 2015 el entonces jefe de Operaciones de la DEA, Jack Riley, le dijo a 'Proceso' que a pesar de la notoriedad que había adquirido recientemente el cartel Jalisco Nueva Generación, él consideraba que “'El Mayo' es el narcotraficante más poderoso. Creo que la organización que formó es la más sólida, porque ha perdurado en la historia del narcotráfico internacional”. Según lo declarado por Riley hace tres años, el cartel de Sinaloa, operando desde México, dominaba el mercado de la heroína en Estados Unidos. “Estamos inundados de heroína mexicana, y de acuerdo con nuestras valoraciones, el Cartel de Sinaloa es casi dueño absoluto del mercado de esta droga, además de que a menor escala sigue traficando marihuana, cocaína y metanfetaminas”, apuntó el funcionario. De acuerdo con la ficha de los más buscados de la DEA, Zambada está acusado de 14 violaciones federales; concierto para delinquir, tráfico de drogas (cocaína y marihuana), secuestro y homicidio, entre otras. Según la DEA, Zambada es un hombre de 1,79 metros de estatura, 72 kilos, pelo negro y piel blanca. El personaje que conoció Scherer y que le pidió al periodista que se tomaran una foto (“la foto probaba la veracidad del encuentro con el capo”), “posee un cuerpo como una fortaleza, más allá de una barriga pronunciada. Viste una playera y sus pantalones de mezclilla azul mantienen la línea recta de la ropa bien planchada. Se cubre con una gorra y el bigote recortado es de los que sugieren una sutil y permanente ironía”. FAMILIA DE 'EL MAYO', CARTAS CONTRA 'EL CHAPO' Mientras la defensa de Joaquín ‘El Chapo’ Guzmán busca desviar la atención hacia 'El Mayo' y restarle importancia a 'El Chapo', miembros de la familia Zambada colaboran con el Gobierno de Estados Unidos en el que ha sido llamado “el juicio del siglo”. De hecho, el primer gran testigo de la Fiscalía en el juicio contra Guzmán fue Jesús ‘El Rey’ Zambada, hermano de 'El Mayo'. En su comparecencia del miércoles 14 de noviembre, 'El Rey' detalló la estructura del cartel de Sinaloa y la operación de tráfico de cocaína desde Colombia a través de México y hacia Estados Unidos. Afirmó que 'El Chapo' y 'El Mayo' eran socios en la organización criminal. Vicente Zambada Niebla, alias 'Vicentillo', es la otra carta de Estados Unidos contra 'El Chapo'. El primogénito de 'El Mayo' y antiguo jefe de logística del cartel fue extraditado en el 2010 a Estados Unidos y desde entonces colabora en la investigación contra Guzman Loera. Por esa razón permanece aislado en una cárcel de máxima seguridad en Michigan. El pasado 9 de noviembre se presentó en una corte de Chicago para declararse culpable de tráfico de drogas en un proceso que cursa desde el 2009. Aunque los cargos que pesan sobre 'Vicentillo' podrían significarle hasta cadena perpetua, la Fiscalía federal solicitó una pena que no superaría los 10 años, gracias a su colaboración en la investigación contra 'El Chapo'. Algo similar sucedió con su hermano Serafín, quien cumplió una condena de cinco años y medio por tráfico de drogas y recuperó su libertad en septiembre. www.acapulcopress.com Read the full article