Mi sveglio la mattina particolarmente incazzata, come sempre, ma oggi di più. O forse non di più, è che in questo giorno per qualche motivo ci ho dato più peso.
Mi butto a terra nel pavimento della mia stanza, non sento la mia pelle, non sento quello che mi circonda, è più o meno la stessa sensazione di quando mi facevo iniettare lo xanax in vena da quei cazzo di infermieri. Entra mia madre, mi guarda ed esce. Io sto lì, a terra, voglio sentire il pavimento freddo su di me. Avevo in mente altro, volevo provare qualcosa in più. Ma non lo faccio, le ho promesso che non mi sarei più fatta del male. E per lei, faccio di tutto, anche smettere di torturare la mia pelle. Non mi sono concessa nemmeno una testata al muro, e ne vado fiera. Non voglio più farmi del male.
Poi dopo un lasso di tempo, in cui non ricordo cosa ho fatto, decido di ascoltare musica e di scrivere. Mi metto al buio, c’è solo la luce del computer ad illuminare la scrivania, dove inizio a buttare giù tutto quello a cui penso. Dopo essermi sfogata su un pezzo di carta disegnando volti e scrivendo frasi riguardanti l’anarchia, inizio ad urlare come un’indemoniata per la stanza cercando di sfogarmi un po’. La musica copriva le mie urla, e spero vivamente che nessuno mi abbia sentita.
P.S: penso a lei costantemente, non vedo l’ora di vederla!!