la scrittura slanciata (seconda parte)
La caratteristica grafica della scrittura slanciata è lo stiracchiamento di lettere, e questo lo si può meglio rilevare soprattutto nelle lettere m - n - i - o - a che si allungano fino ad assumere (soprattutto le m e le n ) un aspetto ondulato o, addirittura, un tratto rettilineo.
Questo è slanciata di prima specie.
Altrimenti lo slancio lo si può trovare nei tratti finali, o altri tratti quali i tagli delle t, gli accenti o i puntini sulle i, che si spingono in avanti con slancio e vivacità non comuni.
Questo è slanciata di seconda specie. Questi altri tratti devono naturalmente avverarsi in una scrittura che sia già profusa, non lenta, che non abbia parole tra loro intrecciate (si tratterebbe allora di confusa). Moretti nel suo trattato afferma che lo “slancio” può avvenire anche in linea verticale (non solo orizzontalmente) purché però il gesto non sia (in linea retta) sorpassante la lettera né sopra né sotto, perché in questo caso diventa riccio della mitomania. Non si deve nemmeno confondere lo slancio con ill riccio della spavalderia cioè quei tratti curvilinei allungati eccessivamente in alto verso sinistra che possono anche tornare indietro.(*)
Per la misurazione: occorre valutare la proporzione delle lettere che comportano stiracchiature (se per il 100% si ha 10/10 di grado, se per il 90% si ha 9/10 e così di seguito) e così per i tratti finali ma sempre in una scrittura profusa (**).
Detto questo presento due scritture con un grado elevato di slanciata.
Uomo, pennino a sfera, slanciata 9/10 – qui sono presenti anche un grado elevato di disuguale metodicamente (ritmo originale e mai uguale nel corpo delle lettere) e impaziente (il taglio delle t viene omesso), è gettata via alla meglio e di conseguenza inevitabilmente oscura (difficile è distinguere la forma di ciascuna lettera, che può solo essere intuita nel contesto del discorso):
Sotto: Uomo, pennarello a punta sottile, slanciata 8/10 – qui c’è un grado maggiore di chiarezza, qualche distacco tra lettera (che consente qualche pausa analitica), una più equilibrata distanza tra parole (capacità di critica e riflessione che non è ipercritica), un calibro pur sempre minuto – infine ci sono cenni del riccio del soggettivismo nel tratto finale della parola la , ultime due righe:
In entrambe le suddette scritture esiste anche un certo grado di ascendente (linea del rigo immaginario tracciato dallo scritto che, nel procedere, tende ad innalzarsi verso la riga precedente: questo significa di per sé entusiasmo per cui viene accentuato lo slancio già esistente), come si vede il puntino sulle i è in entrambi i campioni notevolmente più spostato verso destra rispetto all’asse letterale della lettera i. Tale slancio conferma anche la rapidità del movimento della mano. In entrambe le scritture c’è infine un grado lieve di pendente verso destra nell’inclinazione delle lettere (indice di buona disposizione nei confronti degli altri) in un gesto che è fondamentalmente e senza dubbio espansivo.
il grado di slanciata qui è tale (10/10) che Moretti la ascrive tra le scritture futuristiche.
Come in tutti i segni grafologici ci sono aspetti positivi entro certi gradi ed aspetti negativi oltre certi gradi, per cui molte cose si possono dire di slanciata, ma fondamentalmente lo slancio è indice di:
intraprendenza e spirito di iniziativa
sprezzo o non considerazione per il rischio (per la rapidità)
immediatezza di diagnosi (con il disuguale metodico anche diagnosi medica e psicologica)
abbozzo e rapidità di programmazione
capacità di ricominciare anche dopo dei tracolli (causati dalla inconsiderazione)
forte sensibilità di fronte agli stimoli
soggetti più portati per l’azione che per lo studio
difficoltà di concentrazione (per una certa impazienza di fondo)
non trovano riposo né di giorno né di notte
non ci si può attendere da loro una grande precisione
sono aperti alla correzione attiva e passiva, ma non quando si trovano nell’ardore dell’entusiasmo
Giovanni Luisetto, allievo di Moretti, a proposito di questo segno afferma: “L’intuizione vede subito il lato pratico, la soluzione delle cose. Trova il modo di sciogliere le situazioni, i problemi, nelle emergenze; quando invece deve entrare nella ponderazione, perde l’orientamento”. Per questi motivi assimila in un certo senso il segno Slanciata al Disuguale metodico, anzi afferma che lo sostituisce. (da “Il Segno grafologico come sintesi psicologica”, di Lidia Fogarolo, seconda edizione, Ed. Messaggero Padova 2011)
(*) Ricci: I ricci sono quelle parti di scrittura in fine o inizio di parola che possono assumere aspetti diversi e che hanno loro specifiche caratteristiche. Sono gesti accessori che non vengono insegnati né appresi, del tutto spontanei ed inconsci, spie significative dell’atteggiamento e del comportamento nelle relazioni sociali. Di essi ho già parlato ma, probabilmente, tornerò sull’argomento.
(**) Profusa: scrittura molto estesa verticalmente, ma soprattutto orizzontalmente – Profusa sotto i 7/10 entra nel concetto di Larga tra lettere, sopra i 10/10 entra nel concetto di Dilatata, che è una scrittura molto simile a profusa ma con l’altezza delle singole lettere più elevata ed estesa molto anche verticalmente.