Certo, dovremo serenamente attendere che i magistrati portino a termine il loro lavoro.
Nel frattempo però sarà buona cosa ricordare al commissario Orfini che il gruppo PD alla Regione Lazio tra il 2010 e il 2011 concordò con la maggioranza della Polverini di portare in un solo anno da 1 a 14 milioni i fondi per tutti i gruppi. Dal già dissestato bilancio regionale furono così sottratti 13…
Nel campo abbondanemente concimato che è l’Italia, ecco che spunta fuori un bel prato Fiorito. Tre anni e quattro mesi di condanna per l’ex assessore della regione Lazio Er Batman (al secolo Franco Fiorito), più cinque anni di interdizione dai pubblici…
Distogliete per un attimo lo sguardo dalle vicende laziali, dal pancione di “Er Batman” che si frega i vostri soldi e li spartisce con gli amichetti suoi. Bypassiamo l'incredibile storia di sperpero di denaro pubblico, ostriche e champagne. Vi concedo di canticchiare fra voi queste parole dell'immortale Battiato:
Uno dice: che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze
per allietare primari e servitori dello stato?
Non ci siamo capiti.
E perché mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le leggi
dove regna soltanto il denaro?
La giustizia non è altro che una pubblica merce;
di cosa vivrebbero
ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente?
Torniamo dunque a noi. Un indizio: non stiamo parlando dell'iPhone 5. Ma se pensiamo a come viene prodotto questo ingegnoso trabiccolo tecnologico per cui milioni di persone al mondo sbavano come nemmeno il cane di Pavlov all'arrivo della bistecca, allora ci avvicineremo al bersaglio.
Pensiamo alla Foxconn, il gigante cinese che lavora per Sony, Dell, Motorola, Nokia e, appunto, Apple. Pensiamo all'ondata di suicidi che si sono verificati a partire dal 2007 nei suoi stabilimenti. Come ha replicato la Foxconn al fatto che gli operai, distrutti, sottopagati, picchiati dalle squadracce dell'azienda, si buttavano nel vuoto per trovare nella morte un poco di sollievo? Mettendo delle reti anti-suicidio.
Tipica risposta cinese ai problemi del lavoro.
Dimenticate il reportage di un giornalista infiltrato alla Foxconn, che spiega come dopo un turno massacrante in cui assembli lo stesso pezzo ogni tre secondi per dieci ore, il capo arriva e dice: se non volete essere licenziati dovete rimanere fino alle 5 del mattino a lavorare!
Ascoltiamo il coro di voci che da ieri sera si leva intorno ai cancelli della fabbrica: 2000 operai cinesi incazzatissimi stanno scioperando! Esatto, scioperano, si rifiutano di lavorare, a rischio non solo del posto di lavoro, ma della loro stessa incolumità.
Spostiamo adesso lo sguardo sulle file indiane che si sviluppano fuori dai negozi per accaparrarsi l'ultimo prodotto della Mela: gente che paga altra gente per fare una settimana di fila e poter stringere fra le mani l'ultimo modello, perfettamente uguale a quello che hanno comprato pochi mesi prima.
Questo feticismo della merce, come l'ha chiamato qualcuno, é la melma in cui ci addentreremo da ora e per i prossimi post. Ma soprattutto ci occuperemo del concetto di protezione del lavoro e dei diritti degli operai.
Non é un argomento piacevole, si segue con meno scioltezza rispetto alla telenovela sulle dimissioni di Renata Polverini, ma é un tema più urgente, più profondo.
Un buco nero, pieno di petrolio, un pozzo senza fondo nel quale sprofondare é facile, ma risalire diventa quasi impossibile.
Turatevi il naso, spalancate le orecchie e tenetevi pronti a partire per questo viaggio nel centro della terra.
Sgorgheremo sulle rive del Mar Caspio, il cuore pulsante della produzione mondiale di petrolio, faremo visita alle compagnie kazache ed entreremo nelle pieghe del sistema, fino a vedere quanto sia infetto. E come il nostro piccolo stivale, l'Italia, ci affondi dentro per intero, col suo bel carico di responsabilità.
Chi ha lo stomaco ci segua, a breve nuovi aggiornamenti.