Dal mio inferno personale riemergono gli spettri del passato, mi afferrano la gola e mi sussurrano all'orecchio "Hai sbagliato e devi pagare". Cerco di divincolarmi dalla loro gelida presa, mi sforzo di guardare avanti, ma loro mi afferrano per le spalle e mi constringono a voltarmi indietro, osservo impotente il cumulo di macerie, i frammenti di me che ho perso per sempre, i cocci dei sogni distrutti, la polvere delle occasioni ormai perdute. Sento un pizzicore al naso, la gola mi si stringe, "ho sbagliato" ripeto a me stessa e le lacrime sgorgano dagli occhi. Mi sento in colpa e impotente dinanzi all'entità dei miei errori, all'impossibilità di rimediare. È forse questa la mia condanna? Guardarmi allo specchio per riconoscere in me la colpevole di tutto ciò? Voler scontare la pena per liberarmi dal senso di colpa ma allo stesso tempo andare avanti e dimenticare ciò che ho fatto?













