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Estate.
Salutiamo il nostro ultimo campeggio di questa vacanza e, verso le 10, ci rimettiamo in strada. Questa tappa ci porterà in Portogallo, più precisamente a Porto. I chilometri sono pochi così decidiamo di non prendere subito l’autostrada ma di passare tra i piccoli paesini galiziani. Verso le 12.30 arriviamo in città parcheggiamo lungo la strada del nostro hotel prenotato (Residencial Xango). Abbiamo scelto questo hotel per la vicinanza al centro e per la presenza di un parcheggio privato, oltre al costo contenuto (80€ per tre notti in due). Ci dirigiamo verso l’entrata per chiedere informazioni riguardo al check in; una donna (che parlava solo il portoghese) ci accoglie e ci dice che la stanza sarà pronta per le 14. Ci mostra il parcheggio gratuito riservato all’hotel, ma, al momento di riaccendere la macchina per parcheggiarla definitivamente, questa non si accende. Il panico ci assale e il portoghese è per noi una lingua sconosciuta; dobbiamo trovare qualcuno a cui spiegare il problema e che ci possa aiutare a risolverlo. Grazie al Wi-Fi dell’hotel cerchiamo i meccanici della zona. Davide prende una delle due bici e si dirige verso un meccanico; trovandolo però chiuso essendo domenica. Chiede ad un ragazzo della zona se conosceva meccanici disponibili. Fortunatamente lui si intendeva di macchine e decise di aiutarci; prende la sua macchina e traina Davide fino all’hotel. Durante questo tragitto, un’ape punge Davide, precisamente sul labbro; così, oltre al disagio della macchina c’è anche il dolore della puntura. Giulia intanto, preoccupata, aspetta Davide vicino alla macchina. Quest ragazzo riesce a rimettere in moto la macchina e ci spiega qual era il problema.
Se vi siete persi la tappa precedente, leggetela qui!
Dopo aver finalmente parcheggiato possiamo fare il check in, la camera è accogliente, con letto tondo e bagno privato. L’unica pecca è la finestra, troppo bassa e vicina alla strada. Personale comunque gentile che ci ha permesso di portare le nostre bici in una stanza a parte, molto più sicuro che la strada. La nostra stanza era molto pulita e in più disponeva di un tavolo, di una televisione abbastanza vecchia, di diverse prese della corrente e di Wi-Fi gratuito. Un lusso in confronto al campeggio!! Disfatti i bagagli e fatta una doccia ci rechiamo verso il centro per cercare un posto dove pranzare (nonostante fossero già le 16). Tramite TripAdvisor cerchiamo una pizzeria, dal momento che sono giorni che non vediamo una pizza. Troviamo Mr. Pizza (una catena che ritroveremo più avanti nel nostro viaggio), con buoni giudizi e ottimi prezzi. In dieci minuti di bici arriviamo e parcheggiamo poco più avanti nella Praca De Parada Leitao negli appositi portabici. In questa piazza è presenta una chiesa tipica ricoperta di azulejos (Igreja do Carmo) molto bella. La fame è tanta e Mr. Pizza ci aspetta. Appena entrati nel locale è possibile scegliere tra le fette di pizza esposte in vetrina (1 spicchio abbondante 2€; menù lattina + spicchio 3€). La pizza era discreta e il personale gentile; siamo rimasti soddisfatti non essendo palati sopraffini.
Il nostro viaggio parte da QUI!
Proseguiamo a piedi lungo Rua das Carmelitas, una delle vie principali per gli amanti dei souvenir che collega due attrazioni: Fonte dos Leoes e Igreja dos Clerigos; in questa via possiamo trovare numerosi negozietti tipici e numerosi souvenir. Continuando arriviamo nella Praca de la Liberdade dove è possibile ammirare la stupenda Igreja de Santo Antonio dos Congregados, ricoperta dei tipici azulejos. Stanchi decidiamo di tornare verso le bici per poi ritornare in hotel. Lungo il tragitto ci fermiamo in un supermercato Pingo doce (molto diffuso in Spagna e in Portogallo). Arrivati in hotel mangiamo la pasta cotta utilizzando il nostro fornellino e passiamo la sera in camera per un po’ di riposo: la vera città ci aspetta domani!
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Se non volete perdervi la prossima tappa in cui vi racconteremo Porto, iscrivetevi al blog!
Un saluto da Davide&Giulia!
Porto: il nostro sbarco in Portogallo! Parte #1 Salutiamo il nostro ultimo campeggio di questa vacanza e, verso le 10, ci rimettiamo in strada. Questa tappa ci porterà in Portogallo, più precisamente a Porto.
Sveglia presto perché alle 9.45 abbiamo il traghetto al porto di Baiona e dobbiamo essere lì 15 minuti prima della partenza per scambiare le carte prenotazioni in biglietti. Colazione e via in macchina perché la distanza è troppa da essere percorsa a piedi. Arriviamo in centro e non trovando parcheggio (non ce ne sono liberi per i turisti!) ci disperiamo un pò, le lancette corrono e decidiamo di cercare un parcheggio lungo la strada, un km fuori dal centro. Una volta parcheggiata la macchina dobbiamo correre per arrivare in tempo alla partenza del traghetto. Questa corsa è frustrante e quando arriviamo alla nave ci accorgiamo che potevamo fare con più calma. Il viaggio dura circa 40 minuti in cui è possibile ammirare tante isolette, prima di arrivare nella nostra. Sono le 10:30 quando la barca attracca e veniamo accolti da un paradiso naturale, una spiaggia deserta popolata solo da qualche gabbiano. I traghetti che arrivavano da tre diverse città hanno in fretta riempito questa isola di turisti; con l’arrivo della gente anche i gabbiani diventano più numerosi. Appena attraccati sull’isola è possibile ottenere informazioni presso una casetta di legno apposita dove il personale vi aiuterà a godervi la vostra giornata nel migliore dei modi. Trovato il nostro posticino nella spiaggia, ci avviciniamo alla riva per testare la temperatura dell’oceano nella speranza che questa sia almeno un po’ più alta di quella di Santander. Purtroppo non è così, ma questo non toglie nulla allo spettacolo di quell’acqua cristallina. Decidiamo di riposarci sperando che con il passare delle ore e con il calore del sole si riscaldi, nel frattempo facciamo un giro per scoprire parte dell’isola. Punto di riferimento dell’isola (oltre al faro) è il ristorante Rodas; uno dei pochi luoghi di ristoro presenti che offre molti piatti tipici ma anche semplici panini. Continuando, arriviamo in una piccola spiaggia con sabbia e molti scogli chiamata Praia de Figueiras.
Il nostro viaggio comincia da qui!
Al ritorno verso la nostra postazione, notiamo come i gabbiani affamati assaltino le borse del cibo dei turisti alla ricerca di qualcosa da mettere sotto al becco. Ispirati dai gabbiani decidiamo di pranzare; dopodiché ci concediamo una siesta. Passata qualche ora facciamo un bagno, sempre gelato, nella acque stupende dell’oceano. Non possiamo andare via senza aver girato l’isola e così, verso le 17, facciamo lo zaino e partiamo a piedi con lo scopo di arrivare al faro. Nonostante l’isola non sia eccessivamente grande, il sentiero che dobbiamo percorrere è di circa 3km, faticoso e in salita. Lungo il percorso passiamo di fianco al lago dos nenos, abituato da varie specie di pesci e piante; continuiamo fino al ristorante e poi avanti fino al campeggio (l’unico dell’isola) in cui è possibile fermarsi ad un prezzo veramente basso. Questo campeggio permette di ammirare la bellezza dell’isola anche durante la notte e nelle ore buie noleggiando tende o portandosi la propria. All’ingresso del campeggio, è presente una casetta in legno che vende souvenir particolari dell’isola. Proseguendo per il “Camino do Lago” si incontrano diversi ristoranti, bar e market. Ci sono poi spiagge più piccole e tranquille come Praia de Nosa Senora e Praia dos Bolos. Continuando si arriva in uno dei punto più interessanti dell’isola, ossia la “Pedra de campa”, una roccia con uno spiraglio da cui filtrano i raggi solari. Noi, per mancanza di forze e tempo, non abbiamo proseguito. Il traghetto di ritorno ci aspetta, ma prima una lunga fila in attesa di essere imbarcata. Alle 19,40 prendiamo l’ultimo traghetto disponibile per Baiona e alle 20,20 siamo sulla terra ferma, al porto di Baiona affamati! Quello che ci rimane delle Cies è un consiglio che vogliamo darvi: se avete solo un giorno per vivere queste Isole, godetevi queste spiagge uniche ma non dimenticatevi di scoprirle al 100%.
Camping Islas Cies
La strada lungomare accoglie numerosi ristoranti e gelaterie, decidiamo quindi di concederci un gelato anche noi prima di tornare in campeggio. La gelateria che scegliamo si chiama “Bico de Xeado” (deliziatevi anche voi sul sito ufficiale.), che offre una vasta gamma di gusti, tutti al 100% artigianali. Appena finito di gustare questo delizioso gelato torniamo in campeggio. La giornata è stata lunga e l’oceano, nonostante sia stupendo, toglie molte energie e così decidiamo di andare a dormire presto, il Portogallo ci aspetta!
Se vi siete persi la tappa precedente, cliccate QUI!
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Vi aspettiamo alla prossima tappa per scoprire con noi le meraviglie del Portogallo; iscrivetevi per non perdervela!
Un saluto da Davide&Giulia!
Baiona: la meraviglia delle Isole Cies. Parte #2 Sveglia presto perché alle 9.45 abbiamo il traghetto al porto di Baiona e dobbiamo essere lì 15 minuti prima della partenza per scambiare le carte prenotazioni in biglietti.
Baiona: giornate difficili. Parte #1
Baiona: giornate difficili. Parte #1
È la mattina del 4 agosto e alle 8.30 siamo in piedi, pronti per caricare la macchina e ripartire. 600 chilometri ci porteranno a Baiona! Abbiamo scelto come meta questa città sia per la presenza di svariati campeggi, sia perché è da qui che è possibile raggiungere le Isole Cies. La vera e propria tappa sono infatti loro: un arcipelago di tre isole situate nell’Oceano Atlantico poco a largo delle…
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Pamplona è sovraffollata solo a metà luglio, quando si svolge la famosa corsa dei tori. La settimana di San Firmino deve essere il delirio, tra gli stretti vicoli della città vecchia. In tutto il m…
Piano piano, il mio viaggio estivo viene raccontato anche qui! Pamplona, i Pirenei e il Parco Nazionale di Urbasa.
Back in summer 2016 🌞 Spagna!
Eccoci finalmente.. Ho avuto qualche difficoltà per caricarlo ma finalmente ce l'ho fatta! Ecco il mio MAGGIO 2016. Nica. 💛 Ps Che nostalgia! 😭😭
È un tatuaggio che sa di sole, mare, sorrisi, emozioni.. vita !
Ferie 2016
Dalle mie ferie ho imparato che:
1) L'italiano non serve. Del resto lo sanno tutti che il dialetto pugliese è internazionale. Vi faccio un esempio di dialogo con contadino verace. Io: "Buongiorno, mi scusi, sto cercando dell'olio." Contadino: "Sncjes dchkcheu jsia bsuwrbnsand nsiabadie." Io: "Ma quindi lei l'olio me lo vende? Cioè, me ne servirebbero 5 litri." Contadino: "Deheusn dksow bagre ksobdi 5 eanakbdjwhbco sbai soaieb." Io: "Senta, non importa, facciamo il prossimo anno va bene?"
2) Il mare è bello. Talmente bello che va ricreato anche nelle strade. Per far si che la gente si senta al mare anche in città, trovo assolutamente corretto non considerare i tombini. A cosa serviranno mai i tombini quando con le infradito, sotto la pioggia puoi affondare i piedi nell'immondizia. La poesia capisci? I porchi. Le madonne.
3) La parmigiana in spiaggia non è una leggenda. Il mangiare è importante, soprattutto a mezzogiorno, sotto il sole cocente e la crema abbronzante. Che poi per ritrovare la temperatura corretta per la digestione devi sotterrare i tuoi figli sotto la sabbia e dirgli che va tutto bene e fra poco è tutto finito. Sud. Patria dei sapori, della dieta mediterranea, dei bambini che sembrano pasticcini che faticano a farsi bastare un asciugamano, degli uomini in cinta, dei cibi unti che fanno tanto bene. Vi prego: fate fare sport a quei bambini. Vi prego. E non parlo del sollevamento della forchetta.
4) L'anarchia esiste. Le agenzie sono in cucine, gli impiegati sono pischelli abbronzati e tatuati, ti accompagnano all'appartamento aspettandoti ad una cabina Enel in una punto grigia sfasciata e col braccio fuori dal finestrino ti fanno segno di seguirli. E passi 3 appartamenti perché poi fanno confusione. Poi arrivi in appartamento e scopri che si può mangiare con il cucchiaio, cioè, ti abitui, si fa. E la doccia va bene a -15 finche non passa l'omino boiler e l'omino gas. I piastrellisti sono un must dell'artigianato locale, perché fanno gli appartamenti in pendenza così l'acqua del bagno finisce in camera e di nuovo pensi ai tombini. Ma le infradito che s-cik s-ciak. Vuoi mettere?
5) Apriamo una parentesi sui cocktails. Io sono una ragazza fortunata perché mi sfondo di Spritz a 2,00 € mentre per loro Aperol e vino bianco già si considera cocktails così vai in Banca di Puglia e apri un mutuo se no non ti ubriachi come si deve. Quindi io sono fortunata. Ragazzi del Veneto, parlo con voi! Apprezzate ogni vostro aperitivo e pensate a chi non ce la fa. Vero anche che ti arriva la security se ti vede con la Dreher "la bira del murer", quindi quella no. Nastro Azzurro... e cocktails. Poi state tranquilli perché se ordinate l'acqua frizzante vi arriva un super bicchierone decorato con scritto "Vodka Extra Dry" perché ci tengono alla dignità, alla vostra anche.
6) Non fate il sandwich in disco con gli irlandesi. Neanche se escono dall'acqua con il kilt e un basco a quadri.
7) Se un vostro amico viene in ferie con voi e invita la donna dei suoi sogni, ignara del corteggiamento che la aspetta, dite al vostro amico che i contratti si fanno prima di partire. Quella povera donna si trasformerà in una cozza e si attaccherà ai compagni in cerca di consolazione. L'amico dello sventurato sarà addetto allo "sbollenta uomo teso". La tensione crescerà. Spunterà il disaccordo tra chi è sempre andato d'accordo. Finirà che la sottoscritta verserà una birra addosso al suo amato fidanzato e si sentirà potente quanto la Merkel mentre lucida i fanali del suo Mercedes.
8) Avvertenza sugli uomini bellunesi. Sono selvatici, sono "grei". Necessitano di momenti solitari, spesso sfidando i propri limiti fisici. Non temete. Basta che vi leviate di mezzo e portiate il muso da un'altra parte, tornare dopo due belle ore con una birra in mano e incoraggiando una partita a scopone. Il mondo ritroverà il suo ordine cosmico.
9) La convivenza è il sottile confine verso la follia.
10) Girate le città. Innamoratevi di Otranto, Ostuni, Santa Maria di Leuca. Inoltratevi nelle baie, preferite gli scogli. L'olio compratelo dai contadini anche se non capite niente. Esplorate. Non abbiate paura. Vi sembrerà brullo, disordinato, a volte sporco con quelle lavatrici a bordo strada... quindi esplorate. Fatevi pervadere da quel ritmo salentino. Fate amicizia. Create contatti. Perdonate tanto.